The day after

15 marzo 2026
The day after
A mente fredda ed a ben pensarci quello visto e perpetrato ieri pomeriggio a San Siro ha dell’incredibile. Detto nel nostro editoriale del comportamento sia dell’arbitro che del VAR, ci sembra giusto e doveroso per onestà intellettuale soffermarci sul comportamento deglii uomini di Chivu. Un’Inter da alcune partite troppo sottotono causa anche le defezioni di elementi chiave come Lautaro su tutti, oltre che di Calhanoglu, pur sostituito benissimo da Zielinski. Se a tutto questo aggiungiamo un Thuram indisponente ed inguardabile oltre ad un Barella che pur prodigandosi da par suo non riesce a tirar fuori il meglio di se stesso, allora c’è veramente da preoccuparsi. Non è che gli avversari costruiscano occasioni gol a raffica, la difesa regge bene, ma alla prima il gol si prende sempre. Ieri Sommer, abbastanza criticato negli ultimi tempi, ha fatto il suo respingendo il bel tiro di Sulemana ma invano. La manovra è troppo prevedibile, si cerca di arrivare a tu per tu con il portiere senza tentare il tiro da fuori e la cronica assenza di almeno un paio di elementi destabilizzanti fa il resto. D’ora in avanti sarà giusto guardarsi alle spalle e sperare negli scivoloni degli avversari, il Milan si trova a meno otto ed il Napoli a meno nove e non fanno ancora paura ma l’attenzione deve essere massima. Nessuna dichiarazione post partita anche se ce ne sarebbe stato alquanto bisogno in attesa che oggi qualcuno esprima le proprie opinioni e non solo in merito all’arbitraggio. La dirigenza faccia il suo dovere.
09 marzo 2026
Così non va!
Dopo una prestazione così incolore, inodore ed insapore gli uomini di Chivu nonché il suo allenatore qualche domanda è giusto che se la facciano. Una partita così scialba e senza carattere non si era vista da tempo contro un avversario che ha fatto lo stretto indispensabile per portare a casa la vittoria e portarsi a meno sette dalla vetta. A nulla valgono le recrimininazioni sugli assenti visto che sia Calhanoglu che la coppia Lautaro-Thuram recentemente non sono stati protagonisti di prestazione epiche. Sui loro sostituti meglio stendere un velo pietoso. Su Luis Henrique ormai gli spari sono a salve in quanto le critiche nei suoi confronti pare non lo tocchino. Che dire poi di Diouf, pur subentrato alla fine, per non parlare di un Frattesi che neppure varie sessioni in una camera iperbarica riuscirebbero a rigenerare. Per non parlare dei due giovanotti là davanti, che pur non ricevendo palloni giocabili, ci hanno messo del loro scomparendo e nascondendosi nel grigiore generale della serata. Chi si è salvato? Zielinski, ancora schierato play che il suo l’ha fatto, Barella che almeno nel primo tempo qualche cosa ha cercato di fare pur fornendo una prestazione non certo ai suoi livelli. Oltre a un Dimarco, propositivo ahimé solo quando il danno era stato fatto e che si è divorato una favorevole occasione capitata proprio sul suo piede fatato. Se poi la punizione viene da un tale Estupiñán, laterale da sempre bistrattato da tutti ma non dal suo mentore Jorge Mendes che assieme alla famiglia Pozzo ha fatto la fortuna di questo ecuadoriano dalla faccia simpatica, allora qualche risposta bisogna pure scovarla.
04 marzo 2026
Sbadigli lacustri
Serata noiosa al limite del superlativo “issima” quella di ieri in “quel ramo del lago di Como ….”. Una semifinale di Coppa Italia che tutto faceva sperare meno quello che poi si è visto. Poche occasioni da gol ed un incontro che si è trascinato stancamente fino alla fine senza un sussulto come se per le due squadre la partita fosse un mero tramite rispetto ai due prossimi impegni: i lariani in quel di Cagliari ed i nerazzurri nel derby. Gioco lento e prevedibile con il solo Vojvoda da una parte e Darmian dall’altra (suo il palo ad inizio ripresa) a cercare qualche sortita ed è tutto dire. Bene ha fatto Fàbregas nel dopo partita ad affermare che loro si aspettavano un’Inter ben diversa, propositiva ed aggressiva come la conosciamo in campionato. E’ pur vero che Chivu dal canto suo ha adottato un turn-over massiccio per non dire uno stravolgimento completo della squadra. Difesa con Bisseck a destra (fa paura vedere le sue gambe stilo bacchette per sushi), Acerbi al centro (meno male che il Como non schierava la prima punta) e Bastoni sulla sinistra (fischiatissimo). Non parliamo poi del centrocampo con un Frattesi atteso ancora una volta e che ha fornito l’ennesima opaca prestazione. Il croato Sucic timoroso ed impersonale, Calhanoglu ancora non al 100% fisicamente. Se poi in attacco lasciamo a combattere il ragazzino Pio, di nome e di fatto, coadiuvato (si fa per dire) qualche metro indietro da un tale Diouf, allora lasciamo stare. Un risultato che porta alla partita di ritorno con intatte possibilità per ambedue le formazioni e non si capisce perché lo si debba disputare fra ben cinque settimane quando la prossima nessuna delle due è impegnata in Europa. Misteri della Lega Calcio che prima o poi verranno svelati.

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