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Set, match e campionato: il weekend tennistico della Serie A

25 gennaio 2026 – 📖 Il Romanzo del Campionato
(di Fabio Lo Cascio)
Set, match e campionato: il weekend tennistico della Serie A
Che l’aria degli Australian Open sia arrivata fino a noi grazie alle gesta di Sinner e Musetti è ormai un dato di fatto. Ma che anche Inter e Como, in questo weekend di campionato (giornata numero 22 per l’esattezza), decidessero di vestire i panni dei tennisti è un evento assai insolito – anche perché conosciamo tutti la fede rossonera del grande Jannik. Eppure, leggendo i risultati di Inter-Pisa e Como-Torino, sembra proprio di vedere un tabellone issato sul cemento di Melbourne: un doppio 6-2 6-0 che ricalca i parziali dei nostri eroi della racchetta.
Sono risultati talmente schiaccianti che soffermarsi troppo sulla cronaca appare superfluo. Vale però la pena sottolineare due dettagli: la mezz’ora “thriller” dell’Inter – un po’ come i crampi di Sinner – che va sotto di due gol (Sommer, Sommer…) ma poi tira fuori il carattere e asfalta gli avversari. Chi invece domina dall’inizio è il Como della nuova stella Baturina, che sopperisce magistralmente a una giornata sottotono di Nico Paz.
L’attenzione del turno era però concentrata tra le 18:00 e le 23:00 di domenica, con due big match come Juventus-Napoli e Roma-Milan. Ma il vero spettacolo era in panchina, con la presenza dei quattro allenatori italiani più iconici (Ancelotti escluso, essendo “fuori sede”): Spalletti, Conte, Gasperini e Allegri. Solo a scriverli insieme tremano i polsi. Sapete quante panchine in Serie A vantano insieme questi “magnifici quattro”? La bellezza di 1952, escluse coppe e Nazionali.
Ma cosa è emerso da questo parterre de rois?
Juventus-Napoli 3-0: un punteggio forse inaspettato nelle proporzioni, ma fedele a quanto visto in campo. La supremazia bianconera è stata netta, con vette di gioco altissime toccate da Locatelli, Yildiz e McKennie. Dalla parte degli uomini di Conte restano solo le recriminazioni per una rosa ridotta ai minimi termini e un rigore solare non concesso sull’1-0. Ora i partenopei vengono agganciati al terzo posto dalla Roma, con Juventus e Como alle calcagna, mentre la vetta occupata dall’Inter dista già 9 punti.
Il galà serale Roma-Milan si è chiuso invece sull’1-1. Primo tempo di marca giallorossa: un predominio tecnico e di occasioni che solo un grande Maignan, fresco di rinnovo, ha contenuto, evitando il tracollo rossonero. Nella ripresa, il solito Milan: dopo aver fatto sfiancare l’avversario, è passato in vantaggio con De Winter su azione d’angolo. È servito un rigore di Pellegrini per rimettere le cose in equilibrio. Alla fine, ai punti (o meglio, al tie-break), avrebbe meritato la Roma, ma il vero vincitore nascosto è l’Inter, che incrementa il distacco su tutte le inseguitrici, Juve esclusa.
Nota dolente per la Fiorentina: sembrava uscita dalla crisi, invece ci ricasca a piene mani perdendo in casa. A strappare tre punti d’oro dal Franchi è un Cagliari temerario e meritocratico. Anche il Bologna cade in modo clamoroso a Genova: avanti di due gol, si fa rimontare da un Grifone mai domo che, dopo il pareggio, trova il colpaccio nel recupero grazie a Messias.
Sabato sera da dimenticare, invece, tra Lecce e Lazio: nulla a che vedere con le “febbrili” serate alla John Travolta; uno 0-0 soporifero e “pietrificato”. Infine, importante ritorno al successo per il Sassuolo dopo 7 turni di digiuno. Chi resta a pancia vuota è invece la Cremonese, arrivata all’ottava partita senza vittorie. Nota lieta della giornata: il ritorno in campo di Domenico Berardi dopo il lungo stop.
Il derby dell’est Verona-Udinese si conclude con il successo direi abbastanza agevole dei friulani che si impongono in modo perentorio per 3 a 1 lasciando ancor di più il Verona che sembra aver perso anche quel piglio che, nonostante le sconfitte, aveva sempre messo in campo

Alla prossima

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