Minuto 92 e mezzo (tra il 92 e il 93)! Questo è certamente il titolo di questa emozionante ventitreesima giornata, ma potrebbe esserlo anche dell’intero campionato. Al 93°, De Vrij segna la rete che rende parziale giustizia all’Inter, regalandole il pareggio. Quasi tre ore dopo, al 92°, Angelino ferma la fuga del Napoli di Conte all’Olimpico: tutto resta come prima, ma con una giornata in meno da disputare.
Passiamo alle due partitissime, iniziando dal derby di Milano. I nerazzurri erano determinati, oltre che a non perdere punti dal Napoli capolista, a restituire i due schiaffi subiti dai cugini rossoneri nei precedenti di questa stagione (tra campionato e Supercoppa). Nel contempo, gli uomini di Conceição cercavano la vittoria per allontanare il fiume di polemiche seguito al flop in Champions.
Sembrava che la dea bendata, chissà per quale capriccio, volesse punire la Milano nerazzurra, fermandola su tre clamorosi pali, tre reti annullate (giustamente), una “dormita” del VAR che non segnalava un rigore apparso netto su Thuram, un paio di miracoli di Maignan ed errori in serie nelle conclusioni dei giocatori interisti. Ma quando, al minuto 92, la dea si è distratta un attimo (si dice stesse leggendo un WhatsApp di Marotta), ecco che De Vrij ha ristabilito la giustizia. Rimpianti da entrambe le parti: il Milan, perché a due minuti dalla fine pensava di averla portata a casa anche stavolta; l’Inter, per la mole industriale di occasioni sprecate che le avrebbero permesso di vincere in modo largo.
Dopo quasi tre ore, l’attenzione si è spostata sull’Olimpico per il derby del sole tra Roma e Napoli, con la ghiottissima occasione per i partenopei di allungare in classifica sull’Inter. A sostenere le speranze azzurre c’erano anche le scelte di Ranieri, che ha lasciato in panchina sei titolari, e il fatto che i giallorossi avevano disputato giovedì un incontro decisivo per evitare l’eliminazione dall’Europa League. Tutto sembrava favorire la squadra di Conte, soprattutto dopo la rete dell’ex Spinazzola, ma il Napoli non aveva fatto i conti con il minuto 92, quando Angelino ha battuto Meret, riequilibrando non solo la partita, ma forse l’intero campionato.
Da segnalare, in questa giornata, la prova a due facce della Juventus che, dopo un primo tempo orribile chiuso sotto 0-1 con l’Empoli, è rientrata in campo con tutt’altro piglio, forse pungolata dai fischi dello Stadium. I bianconeri hanno recuperato la partita grazie a un uno-due di Kolo Muani (fortunato sul secondo gol) per poi, nel recupero, affondare definitivamente le velleità toscane con altre due reti e con Vlahovic che è tornato a segnare.
Ancora un pareggio per l’Atalanta, in casa contro il Torino. Gara giocata per lo più all’attacco, con un notevole numero di potenziali occasioni e qualche recriminazione (Gasperini docet) nei confronti dell’arbitro. Da sottolineare il terzo rigore su tre in stagione parato da Milinkovic-Savic. A commettere l’errore dagli undici metri, Retegui.
Bella vittoria del Bologna sul Como, con un netto 2-0 maturato grazie a un gol per tempo e anche approfittando dell’inferiorità numerica dei lariani dal 38° del primo tempo, causa espulsione di Fadera.
Molto più sofferta la vittoria della Fiorentina sul Genoa per 2-1. Per un’ora, buon predominio viola, concretizzato dal doppio vantaggio; poi forcing degli uomini di Vieira, che hanno accorciato e sfiorato in diverse occasioni il gol del pareggio.
Nella parte bassa della classifica, vero e proprio mini-campionato in tre scontri diretti. Il primo, Udinese-Venezia, non è propriamente uno scontro di pari livello viste le posizioni di classifica, ma era fondamentale per i lagunari. Proprio loro hanno sfiorato l’impresa recuperando due reti, per poi cedere nel finale per 2 a 3.
Successo preziosissimo del Verona sul campo di un Monza sempre più rassegnato, nonostante i movimenti di mercato. L’1-0 finale, firmato da un autogol di Lekovic, sembra quasi il sigillo di un’annata “no” per la squadra di Galliani.
Forse ancora più significativo il successo esterno del Lecce, perché ottenuto sul campo di una diretta concorrente, il Parma, e anche perché il risultato non fa una piega. Vittoria meritata, con i ducali che scivolano al terzultimo posto, lasciatogli in eredità dai salentini.
Cagliari-Lazio chiude la giornata con un successo di importanza fondamentale dei romani che così riprendono la loro preziosa quarta posizione. 2 a 1 il finale
Alla prossima




