Mancano ormai meno di due settimane all’inizio di Milano-Cortina 2026, che sensazioni hai?
Ragazzi, mancano meno di due settimane al 6 febbraio e io sono in fibrillazione: è il nostro momento per far vedere al mondo che l’Italia sa fare le cose in grande, con le Dolomiti da cartolina e San Siro che esplode. Ma sai che ti dico? Ho quel brivido misto a preoccupazione, tipo prima di un rigore decisivo – l’hype c’è, però non voglio illusioni, voglio che sia un trionfo vero.
Non pensi che come al solito in questo tipo di manifestazioni l’Italia arrivi sempre con il fiato grosso per il discorso ritardi stadi ed infrastrutture?
Diciamocelo, l’Italia olimpica è sempre una corsa contro il tempo: Torino 2006 ci ha fregati con costi gonfiati del 50%, Roma ’60 l’hanno finita coi muratori ancora dentro lo stadio. A Milano-Cortina i ritardi sulle gallerie Falck o gli stadi minori mi fanno rodere – meno male che il CIO ha chiuso un occhio e il budget è sceso a 1,2 miliardi. Io ci credo, ma se arriviamo col fiato grosso, altro che legacy…
Per non dire del caro biglietti per assistere alle varie competizioni compresa l’inaugurazione a San Siro
I prezzi? Un pugno nello stomaco: 150 euro il minimo per San Siro all’inaugurazione, fino a 1.000+ per le gare top. Colpa dell’inflazione post-Pechino e della ressa, ok, ma mi girano le scatole pensando a quante famiglie o giovani appassionati restano fuori. Gli sconti under-25 sono un bel passo, però non basta – vogliamo lo sport per tutti, non un lusso per pochi!
C’è stata poi la polemica tedofori con gli atleti medagliati degli sport invernali completamente dimenticati da Coni, Federazione ed enti locali
Questa mi fa bollire sul serio: scegliere influencer e vip per il tedoforo ignorando mostri sacri come Sofia Goggia o Dominik Paris è un’umiliazione. CONI e FISI protestano a ragione – quegli atleti si sono spaccati la schiena per noi, e noi li dimentichiamo per un like su Instagram? Io sto con loro: date il testimone ai campioni, punto. È una questione di anima sportiva.
Ti sembra logico che si abbinino due città distanti fra loro a più di quattro ore di macchina?
400 km tra Milano e Cortina? All’inizio pensavo “ma che scelta folle”, poi ci ho riflettuto: Milano dà il colpo d’occhio urbano e riempie gli spalti, Cortina porta la magia del ’56 senza sprechi folli. Navette, hub e logistica alla Sochi funzioneranno, fidati – è smart, sostenibile, e ci risparmia miliardi. Sfida tosta, ma se vinciamo questa, vinciamo tutto.
Non pensi che all’ex Presidente Malagò si sarebbe potuto prorogare l’incarico fino al termine dei giochi?
Su Malagò mi dispiace da morire: quel tipo ha sudato la candidatura col CIO in tasca, e tenerlo fino alla chiusura sarebbe stato oro colato per la continuità. Buonfiglio è ok, ma i giochini interni del CONI puzzano di politica spicciola – rischio di casino proprio ora che serve unità. Io lo prorogavo eccome, per chiudere da signori.
*L’intervista è stata realizzata utilizzata l’Intelligenza Artificiale Perplexity che ha risposto alle domande poste da Carlo Bianchi. Il tutto con la collaborazione di Fabio Lo Cascio



