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Ma non erano bravi solo nel samba?

14 febbraio 2026 – ✍️ Editoriale
(di Redazione)
Ma non erano solo bravi nel samba?
Se a fare la telecronaca del gigante maschile ci fosse stato il povero Petrecca sicuramente avrebbe apostrofato in questo modo il vincitore dell’oro, il brasil-norvegese Lucas Pinheiro Braathe. Prima medaglia in assoluto dello sci alpino da parte di un brasiliano e di un sudamericano in generale. Strepitosa la sua prima manche scendendo con il pettorale 1 ha inflitto subito distacchi abissali dal numero 2 in poi (quindi il deterioro della pista non c’entra nulla). Per poi rintuzzare gli attacchi nella seconda e salire sul podio più alto mettendo in fila i tre svizzerotti, Odermatt su tutti, cresciuti a schwarzbrot e raclette. Figura di spicco nel panorama internazionale anche per il glamour che l’accompagna. Frequentatore assiduo di passerelle, locali alla moda ed avvezzo alle sessioni fotografiche afferma con convizione di voler portare un po’ di rock’n’roll nello sci e di voler modernizzare questo mondo. I suoi 487.000 followers su Instagram lo stanno a testimoniare. In una settimana della moda a Parigi quando il Fenomeno per antonomasia, al secolo Ronaldo Nazário, gli chiese che sport praticasse, non poté credere di avere a che fare con uno sciatore brasiliano e scoppiò in una fragorosa risata. In una Fashion Week a Copenhagen sfilò a torso nudo con una cappotto nero e pantaloni rosa mentre nella settimana della moda di Milano presentò la propria linea di cosmetici. Molti si sono posti la domanda se fosse trans o se avesse qualche perversione occulta, lui in risposta ha sempre fatto spallucce. Grazie a Lucas la marca Moncler, che lo ha preso come proprio simbolo nella campagna preolimpiadi, ha vestito tutta la nazionale brasiliana. E’ stato portabandiera allo stadio San Siro nella cerimonia inaugurale vestendo come tutti ricordano un lungo cappotto bianco foderato internamente con i colori della bandiera nazionale. Nato ad Oslo da madre brasiliana e padre norvegese parla correntemente quattro lingue e si permise di interrompere la propria carriera per un anno causa disavvenenze contrattuali e di sponsor con la federazione norvegese. Dopo un anno si ripresentò alle prove di Coppa del Mondo sotto la bandiera del Brasile inanellando subito successi e vari podi. La sua vittoria di oggi è quindi ampiamente meritata alla faccia dei soloni nord europei oltre che di un’Italia da tempo senza grandi specialisti nel gigante. Se poi si porta Franzoni a competere in una specialità che non è la sua, se ne può capire il motivo. Festa grande e scherzo di Carnevale perpetrato da Lucas, sicuramente stasera sarà protagonista come DJ (un’altra delle sue passioni) in qualche discoteca cortinese in attesa che gli si aprano le porte del Sambodromo di Rio, dove lui non si farà trovare di certo impreparato.

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