Vige, nel calcio come nella vita, una inesorabile legge di compensazione. Dopo aver raccolto forse oltre i propri meriti in terra toscana, la Juventus paga dazio tra le mura amiche, imbattendosi in un pareggio che ridimensiona le velleità di rincorsa.
La mole di gioco prodotta nella prima mezz’ora, pur pregevole nella manovra, si è infranta contro l’imprecisione degli avanti bianconeri e i riflessi di un Falcone in stato di grazia, coadiuvato dai legni che hanno respinto le insidie aeree di David. Un monologo sterile che lasciava presagire l’amaro epilogo.
Ed infatti, proprio come accade nelle migliori sceneggiature, il misfatto si consuma al tramonto della prima frazione di gioco e la dura legge del “gol sbagliato, gol subito” trova puntuale applicazione: un disimpegno infelice di Cambiaso offre il fianco alla ripartenza ospite, finalizzata con cinica eleganza dall’ottimo Banda.
La ripresa si apre con una squadra bianconera che appare frastornata, come un pugile che ha appena incassato un montante imprevisto; di contro, il Lecce sembra acquisire coraggio.
Ma nel calcio, si sa, gli episodi governano i destini più delle strategie: un tiro sbilenco di Yildiz trova la deviazione fortuita che apparecchia la tavola per il solito McKennie. È la scintilla che riaccende la luce all’improvviso, capovolgendo l’inerzia emotiva del match.
La rete del pareggio, unitamente all’ingresso di uno Zhegrova elettrico, sembra il preludio al sorpasso, che si materializza virtualmente con la concessione del penalty. Qui, però, la gestione emotiva tradisce i bianconeri. Yildiz, in un eccesso di generosità che il cinismo del grande calcio mal tollera, abdica dal dischetto in favore di David. Un gesto nobile nelle intenzioni – volto a sbloccare il compagno a secco da fine agosto – ma scellerato nella tempistica, quando il risultato è ancora in bilico.
L’esecuzione del canadese, se possibile, aggrava il quadro: David opta per un ‘cucchiaio’ velleitario, un tocco morbido che Falcone neutralizza con disarmante facilità, quasi fosse un passaggio di alleggerimento. È la svolta, in negativo. L’errore, e soprattutto la modalità presuntuosa con cui matura, si abbatte come una sentenza sul morale della squadra. Quella che doveva essere la spallata decisiva si trasforma in un boomerang psicologico: la Juventus smarrisce le certezze appena ritrovate, sfilacciandosi in un finale dove la lucidità lascia il posto alla frenesia.
E tuttavia, nel convulso epilogo, c’è ancora spazio per l’ultimo atto di questo “psicodramma” sportivo. In pieno recupero, Falcone si erge a baluardo insuperabile, negando a David la gioia del riscatto con un intervento prodigioso. La palla, capricciosa, bacia il palo sulla conclusione di Yildiz e termina sui piedi di Openda: a porta spalancata, l’attaccante spedisce la sfera alle stelle, certificando una serata stregata. È l’ultimo sussulto: il triplice fischio sancisce un pareggio che lascia in bocca ai bianconeri il sapore amaro dell’incompiuta.
L’illusione, la colpa, la beffa: alla Juve resta solo l’amaro in bocca
JUVENTUS-LECCE 1-1
LE PAGELLE JUVENTUS
DI GREGORIO 6
Poco impegnato, si disimpegna con disinvoltura
KALULU 6.5
Si sovrappone tantissimo sulla fascia destra
BREMER 5.5
Meno brillante del solito, si fa saltare agevolmente da Banda in occasione del vantaggio ospite
KELLY 6
Si disimpegna con disinvoltura, ma è chiamato poco in causa
CAMBIASO 4.5
Dai suoi piedi nasce il vantaggio ospite: un’ingenuità che funge da spartiacque negativo della sua gara. Fino a quel momento diligente, accusa il colpo psicologico non riuscendo più a riemergere dal grigiore.
⇆ KOSTIC 5
Il serbo si impegna, ma non riesce a crossare in modo efficace
LOCATELLI 6
Alterna giocate buone ad errori in fase di impostazione
⇆ OPENDA 5
Pesa l’errore nel finale, dove non riesce a ribattere in rete da ottima posizione, dopo il palo colto da Yildiz
MCKENNIE 7.5
Come spesso accade è il migliore in campo. Tanto cuore, discreta tecnica e fiuto del goal. Sua la rete del pareggio
⇆ ADZIC 6
Entra in partita con discreto piglio, ma è troppo tardi
K. THURAM 6
Va a fasi alterne. Prova appena sufficiente
⇆ KOOPMEINERS 5
Prova impalpabile, come al solito
DAVID 3
Gravemente insufficiente. La modalità di esecuzione del penalty – un tocco lezioso e telefonato – è l’apice negativo di una prova già opaca. Spreca l’occasione del riscatto con un gesto di ingiustificabile superficialità che condanna la squadra al pareggio
YILDIZ 7
Si impegna allo spasimo e coglie un palo clamoroso allo scadere. Ma commette una leggerezza che pesa sul risultato, “cedendo” il rigore a David
CONCEICAO 5.5
Meno brillante del solito, viene sostituito da Zhegrova
⇆ ZHEGROVA 6
Inizia con il piglio giusto, poi si spegne progressiva mente e nel finale commette molti errori
⭐ MIGLIORE LECCE
FALCONE 7.5
Sul rigore parato pesano più i demeriti di David, ma compie almeno tre interventi pregevolissimi
👎 PEGGIORE LECCE
PEREZ 5
Viene mandato allo sbaraglio e non riesce a contenere le scorribande di Cambiaso e Yildiz. Viene sostituito dopo mezz’ora
👨⚖️ ARBITRO
GIUSEPPE COLLU 6
Arbitraggio senza sbavature
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