Si erano lasciate alle spalle il 2025 con tre vittorie, e così le tre “sorelle” – Inter, Milan e Napoli – si sono ripresentate al nuovo anno con le ennesime tre vittorie, distanziando in modo netto Juventus e Roma che ambivano a trovare un posto in famiglia.
Vittorie ottenute in modo assolutamente convincente quelle dell’Inter e del Napoli, a metà quella ottenuta dal Milan, ma forse per questo è quella che assume l’importanza maggiore.
Cominciamo la nostra analisi dalla capolista che ospitava quel Bologna che negli ultimi anni, ma anche andando molto indietro nel tempo, ha sempre creato disagio in casa nerazzurra, non certo nello score generale ma in molti momenti topici come lo scudetto vinto allo spareggio nel lontano 1963-64. Diciamolo subito: non c’è stata partita, la squadra di Chivu ha dominato in lungo e in largo, riuscendo a produrre una quantità industriale di azioni pericolose finalizzandone soltanto tre. La vendetta per lo smacco di Supercoppa è così stata messa in atto concedendo ai felsinei solo l’onore delle armi grazie a una papera di Sommer.
Altrettanto dominante il successo del Napoli in casa della Lazio, alla quale non ha mai permesso di tirare dentro lo specchio della porta, e questo la dice lunga in merito all’andamento della gara, rovinata soltanto dall’eccessivo nervosismo dei giocatori in campo, tre dei quali – due per la Lazio e uno per il Napoli – finivano anzitempo la partita. I partenopei restano così alle calcagna delle milanesi e lo fanno con tale autorevolezza da lanciare il guanto di sfida agli avversari. A raccoglierlo per primi sarà la capolista che affronterà Conte e i suoi masnadieri domenica prossima, ore 20:45, per la prima giornata di ritorno.
Per finire il discorso sulle tre sorelle parliamo del Milan, la cui partita vittoriosa in quel di Cagliari va analizzata in due episodi corrispondenti ai due tempi di gioco. Primo tempo: rossoneri contratti, poco propositivi e apparsi quasi in soggezione rispetto a degli avversari però incapaci di approfittarne. Tutt’altra musica la ripresa, con il Milan che, grazie al rientrante Leao, riesce a mandare, per la prima volta nella partita, la palla non solo verso lo specchio ma centrandola in pieno. Il vantaggio galvanizza gli uomini di Allegri che da quel momento prendono il controllo della partita, sfiorando ripetutamente il raddoppio.
Alle spalle delle tre di testa ecco appaiate le due grandi deluse di questo inizio di anno: Roma e Juventus.
La città di Bergamo era pronta a tributare il suo accorato applauso a Giampiero Gasperini, che nei nove anni precedenti aveva dato agli orobici una dimensione da grande squadra prima sconosciuta. Ma allo stesso tempo sperava di ricacciare verso casa a mani vuote la sua nuova creatura vestita di giallorosso. A permettere che questo si avverasse ci ha pensato Scalvini, grazie a un gol contestato. Un’altra rete i nerazzurri l’avevano segnata con Scamacca, questa sì annullata ma dopo lunga revisione. Possiamo comunque dire che la Roma non si è tirata indietro e ha lottato per raggiungere la parità, ma non è riuscita nell’intento.
Difficile da raccontare la partita tra la Juventus e il Lecce perché è di quelle partite che nascono già segnate e di solito sono segnate con il colore bianco e nero. E invece questa volta agli uomini di Spalletti è andato tutto storto, a cominciare da due clamorosi legni colpiti, per finire con lo scellerato rigore calciato da David che di convincere il popolo bianconero non ne vuole sapere. Se a questo ci aggiungiamo lo stato di grazia del portiere Falcone, il miracolo barocco si è manifestato.
Adesso i punti dalla vetta sono davvero tanti, considerando che il trio di testa vanta una partita da recuperare.
Dramma sportivo evitato in extremis a Firenze dove la squadra di casa aveva l’obbligo assoluto di battere la Cremonese ma fino al minuto 92 il risultato era rimasto inchiodato sullo 0 a 0. Poi una, seppur fortunata, deviazione di Kean, subentrato dalla panchina, finiva dentro il sacco liberando tutto lo stadio da un incubo e dando a Vanoli una possibilità in più in attesa di rinforzi dalla campagna acquisti in corso.
Anche per il Como l’anno nuovo inizia nel migliore dei modi grazie al successo sull’Udinese. In verità non è stata una vittoria facile e il risultato con il minimo scarto lo dimostra. I friulani avevano pure raggiunto il pareggio, cancellato dal Var. L’assenza iniziale del fenomeno Nico Paz, subentrato solo al minuto 70, si è fatta sentire nell’economia di gioco lariana.
Netto e rotondo il successo del Torino a Verona anche se il risultato è rimasto in bilico numericamente fino alla fine. I granata continuano a cucire e scucire la loro tela di risultati con una puntualità sconcertante da fare invidia persino alla miglior Penelope. Si fa preoccupante la situazione in casa Verona che adesso divide l’ultima piazza con Fiorentina e Pisa.
A proposito dei nerazzurri toscani, prezioso il pareggio conquistato a Genova. Certo non sappiamo se questa predisposizione a dividere la posta potrà regalare ai pisani la salvezza ma di certo per gli avversari non è così facile sbarazzarsene. Frenata dolorosa quella dei liguri che adesso occupano l’ultimo posto della zona franca a tre punti dal baratro.
Chiudiamo con lo spumeggiante – d’altronde siamo nel periodo giusto – derby emiliano tra Sassuolo e Parma. Il finale di 1 a 1 premia la disinvoltura di entrambe e se proprio vogliamo simulare i verdetti stile pugilato consegniamo ai ducali la vittoria ai punti ma di strettissima misura.
Alla prossima




