15 febbraio 2026
A Istanbul senza alibi: la Juve di Spalletti alla prova di maturità
L’encomiabile prestazione della squadra bianconera fornita al cospetto della capolista deve necessariamente rappresentare un punto di partenza.
Spalletti, dopo la serataccia di Napoli, sta vedendo progressivamente lievitare il livello di gioco dei propri uomini. I risultati sono ancora altalenanti, ma le prestazioni sono confortanti.
Dopo i fatti di ieri sera (sui quali è del tutto inutile rivangare, attesa la loro evidenza oggettiva), il rischio è quello di cadere nella tentazione dell’alibi.
Le dichiarazioni di Comolli e Chiellini nel post-partita ne sono un fulgido esempio.
Lo stato maggiore della Juventus tenta di nascondere i propri errori in sede di mercato, utilizzando la retorica del vittimismo.
La diagnosi è fin troppo chiara: i bianconeri sono in grado di offrire ottime prestazioni negli scontri diretti, laddove è possibile trovare spazi più ampi, ma è destinata a soffrire quando le difese avversarie si chiudono, perché l’assenza dell’ariete sottrae di fatto una possibile variante rispetto al fraseggio stretto e al possesso palla.
Non si possono certo imputare a La Penna i punti persi a Cagliari, oppure, tra le mura amiche, con Lecce e Lazio.
Ora, servirà maturità nella delicata e “ostile” trasferta di Istanbul, al cospetto del coriaceo e talentuoso Galatasaray, che può mettere in campo una compagine molto dotata di piedi buoni (l’esperto, ma intramontabile Gundogan, Sané, Yilmaz) ed una coppia offensiva veramente di prim’ordine composta da Icardi e Osimhen.
La Juventus dispone comunque di altrettanta qualità, ma di minori soluzioni offensive e di una rosa qualitativamente “più corta”.
Lasciamo quindi che sia il campo a parlare e soprattutto che i veleni del derby d’Italia abbandonino subito la Continassa: le parole non cancellano il verdetto del campo, ma possono costituire il preludio a futuri insuccessi.
Spalletti, dopo la serataccia di Napoli, sta vedendo progressivamente lievitare il livello di gioco dei propri uomini. I risultati sono ancora altalenanti, ma le prestazioni sono confortanti.
Dopo i fatti di ieri sera (sui quali è del tutto inutile rivangare, attesa la loro evidenza oggettiva), il rischio è quello di cadere nella tentazione dell’alibi.
Le dichiarazioni di Comolli e Chiellini nel post-partita ne sono un fulgido esempio.
Lo stato maggiore della Juventus tenta di nascondere i propri errori in sede di mercato, utilizzando la retorica del vittimismo.
La diagnosi è fin troppo chiara: i bianconeri sono in grado di offrire ottime prestazioni negli scontri diretti, laddove è possibile trovare spazi più ampi, ma è destinata a soffrire quando le difese avversarie si chiudono, perché l’assenza dell’ariete sottrae di fatto una possibile variante rispetto al fraseggio stretto e al possesso palla.
Non si possono certo imputare a La Penna i punti persi a Cagliari, oppure, tra le mura amiche, con Lecce e Lazio.
Ora, servirà maturità nella delicata e “ostile” trasferta di Istanbul, al cospetto del coriaceo e talentuoso Galatasaray, che può mettere in campo una compagine molto dotata di piedi buoni (l’esperto, ma intramontabile Gundogan, Sané, Yilmaz) ed una coppia offensiva veramente di prim’ordine composta da Icardi e Osimhen.
La Juventus dispone comunque di altrettanta qualità, ma di minori soluzioni offensive e di una rosa qualitativamente “più corta”.
Lasciamo quindi che sia il campo a parlare e soprattutto che i veleni del derby d’Italia abbandonino subito la Continassa: le parole non cancellano il verdetto del campo, ma possono costituire il preludio a futuri insuccessi.



