Giornata numero 26. Penso che neppure nei sogni più audaci del tifoso interista si potesse immaginare una sfilza di risultati così favorevoli per chi ha il cuore dipinto di nerazzurro. A proposito di sogni: il numero 26 nella smorfia significa tristezza, stanchezza e rinuncia. Ovvero, tutto ciò che hanno manifestato le tre grandi inseguitrici dell’Inter: Milan, Napoli e Juventus. Tutte e tre sono state inopinatamente sconfitte e accusano ora un ritardo gravissimo dalla capolista. Manca all’appello solo la Roma che, non facendosi contagiare dal “virus della sconfitta”, ha battuto nettamente la Cremonese agganciando il terzo posto in coabitazione con il Napoli.
Il dominio nerazzurro
L’Inter, in un campionato fin qui largamente dominato, è andata a banchettare a Lecce pur concedendosi assenze pesanti come quelle di Lautaro, Barella, Calhanoglu e Dumfries. Inzaghi si è permesso persino il lusso di far riposare Akanji e Mkhitaryan finché la necessità non li ha chiamati in causa: saranno proprio loro gli autori delle due reti con cui i nerazzurri sbancano il Via del Mare. Due note di cronaca: i due assist di Dimarco, che sale a quota 16 (vicinissimo al record di 18 del Papu Gomez), e un dato statistico eloquente: i 19 tiri a 1 verso lo specchio della porta descrivono il dominio assoluto dei ragazzi di Chivu.
Le tre cadute eccellenti
Il Milan, forse l’unica squadra a nutrire ancora speranze di sorpasso sui concittadini, cade clamorosamente al Meazza. Vittima di un Parma perfetto in fase difensiva, capace di sfruttare una delle due palle gol create, i rossoneri si sono rivelati evanescenti: nonostante abbiano “piantato le tende” nella trequarti parmense, non sono mai stati realmente pericolosi. Finisce 1-0 per i ducali, con le immancabili polemiche post-gara per la rete della vittoria, prima annullata da Di Bello e poi convalidata dal VAR. Un pareggio, forse, sarebbe stato il risultato più equo.
Tre ore prima, a Bergamo, il Napoli sfidava la squadra più in forma del momento insieme all’Inter: l’Atalanta. I partenopei, passati in vantaggio, si vedono prima assegnare e poi togliere un rigore dal VAR, per poi vedersi annullare una rete per un fallo dubbio di Hojlund. Nella ripresa l’Atalanta piazza l’uno-due che manda letteralmente in tilt gli uomini di Conte. Ora i punti dalla vetta sono ben 14 e per gli orobici si riaprono ufficialmente i sogni Champions.
Chiudiamo il “triangolo delle Bermuda” con la Juventus, la cui scomparsa dai radar è iniziata circa un mese fa con il pareggio interno contro la Lazio. Da allora, solo tracolli: Champions, Coppa Italia, Inter e ora il Como. Imbarazzante la prova di Yildiz e compagni, ma vanno riconosciuti i meriti di un Como ormai a ridosso delle grandi. E il prossimo turno c’è Roma-Juventus!
Le altre sfide
Proprio dei giallorossi dobbiamo parlare, unici sopravvissuti tra gli inseguitori. Dopo un primo tempo stentato, una ripresa arrembante ha permesso agli uomini di Gasperini di portare a casa un rotondo 3-0. Altri due 3-0 si sono verificati in Sassuolo-Verona e Genoa-Torino: come evince il punteggio, il dominio dei padroni di casa è stato netto.
Sabato sera, Cagliari-Lazio ha partorito un deludente 0-0, specchio dell’atteggiamento prudente di entrambe le squadre. Oggi il turno si chiude con due appuntamenti: Bologna-Udinese, sfida per la “comfort zone”, e il derby toscano Fiorentina-Pisa, ultima chiamata — almeno per i nerazzurri pisani — per sperare nella salvezza.
Doppio 1 a 0 nel lunedì di campionato. La Fiorentina lo infliggeva al Pisa nel derby toscano, condannandolo ad un più che probabile ritorno in serie cadetta, e allo stesso tempo acciuffa Lecce e Cremonese nella lotta per evitare la stessa sorte dei pisani. L’altro 1 a 0 lo realizzava il Bologna in netta ripresa nei confronti dell’Udinese, invece, in caduta libera.
Alla prossima!



