HomePRIMO PIANOCalcio ItaliaIl Milan riapre una porta che sembrava chiusa

Il Milan riapre una porta che sembrava chiusa

Campionato riaperto? Questa è la domanda che circolerà per tutta la settimana. Come avrete intuito — o meglio, come certamente saprete — il Milan ha fatto suo anche il derby di ritorno per 1-0, lanciando il guanto di sfida ai cugini nerazzurri. Chiariamoci: il margine in classifica per gli uomini di Chivu resta importante (sette punti sono un patrimonio non indifferente), ma la spinta emotiva potrebbe insinuare il tarlo dell’insicurezza in Barella e compagni, mentre il sogno dell’impresa potrebbe eccitare oltremodo Leao e Modric.
Il Derby della Madonnina
La gara è stata decisa in perfetto stile “allegriano”: una ripartenza letale dopo un clamoroso errore di Mkhitaryan a tu per tu con Maignan. L’azione è stata finalizzata dall’ecuadoriano Estupiñán con una botta sotto l’incrocio, mentre Bisseck e Luis Henrique apparivano “in vacanza” e Sommer, pur incolpevole, si è confermato avarissimo in fatto di miracoli. Nella ripresa, il Milan si è arroccato dietro la propria linea difensiva contro un’Inter incapace di cavare un ragno dal buco, penalizzata da un gioco lento, accademico e inoffensivo

I casi da moviola: Oltre a un’occasione per Dimarco, il finale è stato concitato. Una rete annullata per un fischio preventivo di Doveri (decisione condivisibile) e molti dubbi per un fallo di mano di Ricci in area al 95°. Curioso il ricorso storico: l’anno scorso l’Inter perse virtualmente lo scudetto per un episodio simile contro la Lazio.

Le Inseguitrici: Napoli e la sorpresa Como
In scia al Milan resta il Napoli, che batte nettamente un brutto Torino. Protagonista assoluto Alisson Santos, autore del gol e dell’assist per il definitivo 2-0. Per i partenopei sono rassicuranti i rientri di Anguissa e De Bruyne; lottare per il secondo posto non è utopia, anche se sotto il Vesuvio qualcuno spera ancora di non dover scucire il tricolore dal petto.
Il quarto posto viene invece agganciato dal Como, che espugna Cagliari non senza polemiche. Meraviglioso il gol di Da Cunha. Vincere una partita così rognosa senza dominare è il vero segno di maturazione per gli uomini di Fabregas.
Incroci pericolosi e “La Bella e la Bestia”
Proprio al quarto posto la Roma viene raggiunta dai lariani. I giallorossi perdono lo scontro con il Genoa, battezzato come la “partita delle panchine incrociate”: De Rossi (cuore romanista) sulla panchina del Grifone e Gasperini (recordman rossoblù con 232 presenze) su quella capitolina. Vittoria meritata per il Genoa, propiziata proprio da un cambio di De Rossi (l’ingresso di Vitinha). Per il Genoa, nella sua partita numero 2000 in Serie A, è un passo decisivo verso la salvezza; per la Roma, una brutta frenata.
Della Juventus potremmo dire, parafrasando un celebre film, che è stata “La Bella e la Bestia”:
1. Primo tempo: Inguardabile contro il fanalino di coda Pisa.
2. Ripresa: Un fiume in piena che ha travolto gli avversari fino al 4-0 finale.
Lotta Salvezza e Coppe Europee
Lecce-Cremonese: Successo fondamentale per i salentini (2-1). Polemiche per un rigore negato ai lombardi: le immagini sembrano dare ragione a Nicola.
Fiorentina-Parma: Uno 0-0 scialbo per i viola, con gli emiliani che hanno sfiorato il colpaccio. Prossimo turno: altro scontro diretto con la Cremonese.
Atalanta: Distratta dall’imminente ottavo di Champions contro i “mostri sacri” del Bayern, non va oltre il 2-2 con l’Udinese. Nota positiva la doppietta di un ritrovato Scamacca, anche in chiave Nazionale.
Bologna: Tonfo interno clamoroso contro il Verona. Ai felsinei resta l’Europa League (e il derby italiano con la Roma), mentre gli scaligeri tengono accesa la fiammella della speranza per una salvezza che avrebbe del miracoloso quasi quanto lo scudo del 1984-85.
Stasera chiude il turno Lazio-Sassuolo

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