Game, set and match. Non siamo all’Australian Open, ma al Sinigaglia il Como si traveste da Jannik Sinner e travolge il Torino con un perentorio 6-0. Mister Baroni, dopo aver preso cinque gol all’andata, cambia strategia e prova ad aggredire alta la squadra di Fàbregas. Alzando così tanto il baricentro, però, i piemontesi si espongono alla velocità dei lariani e, dopo dieci minuti, Douvikas viene imbeccato in profondità da Da Cunha, brucia Ismajli sull’allungo e buca Paleari per l’1-0. I granata provano a palleggiare per placare la furia degli avversari, ma il recupero palla di Valle lancia Baturina che, con un destro potente all’angolino, gonfia la rete per la seconda volta e conferma il suo momento magico: tre reti e due assist nelle ultime quattro apparizioni.
Nella ripresa il Torino si abbassa, lasciando il pallino del gioco al Como. Al minuto 59′ arriva l’episodio che chiude definitivamente la gara: il VAR richiama Feliciani per un tocco di mano di Maripàn, l’arbitro concede il rigore (molto dubbio) e Da Cunha realizza dagli undici metri, mandando i titoli di coda con mezz’ora di anticipo. I padroni di casa non si fermano più e dilagano completamente: prima arriva la doppietta di Douvikas, poi il primo gol in Serie A di Kuhn e la prodezza di Caqueret fissano il punteggio finale.
Lezione di calcio autentica dei ragazzi di Fàbregas: palleggio in mezzo al campo pulitissimo a livello tecnico, giocate sopraffine, ferocia nel recupero palla e movimenti codificati, tutti segnali di un lavoro eccezionale svolto dall’allenatore catalano. Con questo successo, i lariani sorpassano la Juventus e si portano a -2 dal quarto posto: ovviamente i bianconeri e la Roma devono ancora giocare, ma le sfide con Napoli e Milan si preannunciano tutt’altro che abbordabili. Ora è lecito sognare un piazzamento Champions: anche quando non brilla Nico Paz, come in questa occasione, la qualità di gioco espressa dal Como è una delle più impressionanti della Serie A.
Discorso totalmente diverso per il Torino che, ancora una volta, conferma di essere la peggior difesa del nostro campionato: 40 gol subiti in 22 giornate sono un’enormità. Attenzione anche al discorso salvezza: i granata sono a +6 dal terz’ultimo posto con una gara in più e, se non cambieranno ritmo, rischieranno seriamente di finire invischiati nella lotta per mantenere la categoria.



