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mercoledì, Febbraio 18, 2026
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Il circo Bagonghi

18 febbraio 2026 – ✍️ Editoriale
(di Redazione)
Il Circo Bagonghi
Con questo desueto termine o pseudonimo si definivano i nani che lavoravano nei circhi, nelle fiere e nei baracconi. Il termine deriva da “Ba Kango” che non è altro che il nome di una tribù pigmea dell’Africa Occidentale. Nell’accezione odierna del termine lo stesso viene usato per identificare una persona di bassa statura, non solo fisica ma anche morale, che tende a diventare ridicola millantando una preparazione approssimativa e finti meriti che non fanno altro che suscitare l’ilarità degli astanti. Nel nostro mondo pallonaro quanti bagonghi possiamo enumerare? Di certo molti dai presidenti, ai dirigenti o presunti tali, agli opinionisti per non parlare degli addetti ai lavori che si intrufolano in questo mondo per ottenerere visibilità e futuri benefici. Se poi ci si mettono anche i politici ed i conduttori televisivi argomentando ed occupandosi di fatti non proprio consoni alle loro attività siamo arrivati non solo alla frutta o all’amaro ma pure al ruttino. Rasentare il ridicolo non incide ma fa audience e chi se ne importa se il calcio in Italia va a rotoli ed i giovani non riescono più a seguire una partita per novanta minuti incollati al televisore. Solo le chat con gli amici oltre che ordinare una pizza dal divano che ti porta un rider ti può soddisfare. Si sfiora il ridicolo, i bagonghi appunto, quando si passa tutto il fine settimana a stigmatizzare il comportamento improvvido di un ragazzotto passando poi alla vicenda di ieri sera al Da Luz di Lisbona che riguarda Vinicius, ancora protagonista e per l’ennesima volta di insulti razzisti a lui diretti. Bene ha fatto Mourinho a stigmatizzare l’accaduto e non dargli troppa importanza sottolineando il modo in cui sia Pelé che Eusebio solevano festeggiare i propri gol e loro di certo non avevano una carnagione chiara. Insomma il futuro che ci aspetta è a tinte oscure e chi è preposto alla salvaguardia di questo sport farebbe bene a far tesoro di tutto questo e magari rivedendo il doppio inchino delle sciatrici scandinave dieci secondi dopo aver visto la nostra Brignone vincere l’oro.

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