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Commento 28^ giornata Serie A 2022/2023

Si torna in campo dopo la parentesi azzurra inaugurando quello che viene ritenuto da tutti il mese decisivo per l’intera stagione, Aprile. Proprio il primo giorno di questo meraviglioso mese primaverile è universalmente conosciuto come il giorno del “Pesce di Aprile”. Oltre cinquecento anni or sono furono i francesi a battezzare questa tradizione facendo riferimento ai pesci che abboccano all’amo per definire coloro che facilmente si fanno gabellare.

Si torna in campo dopo la parentesi azzurra inaugurando quello che viene ritenuto da tutti il mese decisivo per l’intera stagione, Aprile. Proprio il primo giorno di questo meraviglioso mese primaverile è universalmente conosciuto come il giorno del “Pesce di Aprile”. Oltre cinquecento anni or sono furono i francesi a battezzare questa tradizione facendo riferimento ai pesci che abboccano all’amo per definire coloro che facilmente si fanno gabellare.


E qual’è la squadra del nostro campionato che è nata sotto il segno dei pesci? Si, avete indovinato, e proprio l’Inter che sabato primo aprile ha abboccato all’amo teso della ottima Fiorentina di Italiano. In verità il ruolo di pesce che abbocca all’amo dell’avversario di turno, l’Inter lo aveva già interpretato ben nove volte in questo campionato. Nell’immediata vigilia si pensava che Lukaku tornasse a far reti a raffica: pesce d’aprile, che Brozovic si riprendesse alla grande il ruolo di leader: pesce d’aprile, che Barella rimettesse in campo tutto il suo gran potenziale: pesce d’aprile, e potremmo continuare con molti altri pesci d’aprile. Badate bene non che i nerazzurri non abbiano costruito veri pericoli per i viola, anzi è il contrario, ma è proprio questa cronica incapacità di buttarla dentro in relazione a quello che crea che fa impazzire i tifosi della beneamata. Questa che è la terza sconfitta consecutiva in campionato, rischia seriamente di scatenare una reazione a catena che può seriamente compromettere tutti e tre gli obiettivi ancora in ballo per i nerazzurri, ovvero almeno il quarto posto in campionato, la coppa Italia e andare ancora avanti nell’attuale champions. Ma anche il futuro di Simone Inzaghi e di tanti calciatori della rosa cammina pericolosamente sull’orlo del precipizio. Passiamo adesso dalla parte del pescatore di turno, la Fiorentina. I viola erano reduci, tra campionato e coppa, da ben sette vittorie consecutive e si sono confermati in maniera perentoria. La partita l’hanno portata a casa riuscendo con Bonaventura, non nuovo nel ruolo di castigatore dei nerazzurri, a materializzare una delle tante occasioni create cosa che ai milanesi non è riuscita e questo non è un pesce d’aprile.

Gli altri nerazzurri del campionato, quelli di Bergamo, aprivano la giornata andando a vincere sul campo di una Cremonese che ha venduto cara la pelle anche se oramai rassegnata all’immediato ritorno nella serie cadetta. L’Atalanta è riuscita a legittimare la vittoria solo dopo aver cambiato tutta l’artiglieria pesante con l’ingresso di Lookman, Boga e Hojlund. Per i grigiorossi solo l’illusione del temporaneo pareggio su rigore di Ciofani.

In serata solita vittoria di una Juventus che oramai si è convinta della sua forza, e riuscendo a centellinarla in totale conformità al credo del “corto muso”, ha fatto fuori un Verona sempre più impantanato nei bassifondi della classifica. Se la nuova dirigenza, o meglio la schiera di avvocati difensori da essa assoldata, riuscirà a eguagliare con la carta bollata le gesta degli uomini che vanno in campo, allora il futuro dei bianconeri potrebbe essere molto più roseo di quanto si ci potesse aspettare qualche mese addietro.

Bologna sugli scudi nella gara del pranzo domenicale. Netto il successo degli uomini di Thiago Motta su una Udinese che dopo un primo tempo dove era riuscita a reagire senza però concretizzare le tante opportunità, nella ripresa è apparsa l’ombra della squadra capace di sotterrare il Milan nel turno precedente. Gli emiliani continuano così il loro ottimo campionato, scavalcando i friulani e riagganciando quella Fiorentina protagonista dell’esproprio del Meazza.

Pari e patta la sfida tra Spezia e Salernitana, fondamentale per entrambe le squadre che, senza farsi male, riescono nell’intento di prendere ancor più le distanze dalla terzultima, Il Verona. Il risultato è figlio di due macroscopici errori di entrambe le difese ed anche se lo Spezia ha osato qualcosa di più, il pari rispecchia perfettamente l’andamento generale della partita.

Chi invece vince legittimando il risultato con una gara vicina alla perfezione è la Lazio che vincendo sul difficile campo del Monza, consolida la sua posizione di seconda forza del campionato. Una rete per tempo sono state sufficienti ai biancocelesti per tenere a distanza la reazione di un Monza volenteroso ma poco incisivo.

Ancora la capitale sugli scudi, questa volta vestendo i colori giallorossi della Roma che, nonostante il largo punteggio finale, hanno beneficiato della inferiorità numerica dell’avversario Sampdoria per poter portare a casa la vittoria che gli consente di agganciare l’Inter al quarto posto della classifica, ma con uno scontro diretto a proprio favore. Consapevole delle pochissime speranze ancora disponibili, ma per nulla arrendevole, la Sampdoria deve rammaricarsi per l’espulsione forse troppo frettolosa di Murillo.

Ed eccoci al gran gala di tutta la ventottesima giornata, Napoli-Milan 0-4. No non si tratta di un errore di battitura è proprio 0 a 4, incredibile! Una autentica lezione di tattica di gioco e prestazione atletica dei rossoneri che hanno trattato l’invincibile Napoli come quei panni stesi al vento e percossi violentemente con il battipanni. La prestazione di ogni singolo giocatore con addosso la maglia rossonera è stata al di sopra del sette in pagella con Leao, Diaz e Tonali nel ruolo di più belle del reame. Che dire dei probabilissimi futuri campioni d’iItalia? Io direi di concedergli tutte le attenuanti generiche, una fra tutte l’assenza di Osimhen. Alla fine un sospetto serpeggiava nelle menti dei complottisti più radicali. E se fosse stato il Napoli a farsi dominare volontariamente per scaricare sui rossoneri il ruolo di favoriti sull’imminente quarto di Champions. Noi non ci crediamo.

La ventottesima giornata si chiudeva di lunedì prima con Empoli-Lecce che  riportava al successo i toscani dopo ben otto turni, grazie ad un rigore di Caputo e di conseguenza costringeva i pugliesi alla loro quinta sconfitta consecutiva. Il tutto dopo un principio di incendio negli spogliatoi che faceva slittare l’inizio della gara di un’ora.

Con un tempo in contemporanea con Empoli, si chiudeva la giornata con Sassuolo-Torino senza vincitori e vinti e forse è stato giusto così.

Alla prossima

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