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C’era una volta “Novantesimo minuto”

01 marzo 2026 – 📖 Il Romanzo del Campionato
(di Fabio Lo Cascio)
C’era una volta “Novantesimo minuto”
Se la paura fa 90, non è certo il caso di Milan, Napoli e Juventus, anzi. Proviamo a “smorfiare” questo incipit: il Milan costruisce una vittoria fondamentale a Cremona dal 90′ in poi; il Napoli deve attendere addirittura il 95′ inoltrato per piegare il fanalino di coda Verona; la Juventus, infine, evita al 93′ una sconfitta che contro la Roma sarebbe stata devastante. Chi invece sbriga le faccende di casa senza aspettare la luna piena è la capolista Inter, che liquida con il classico 2-0 un Genoa poco incisivo.
Andiamo nello specifico partendo proprio dalla capolista, che mantiene invariato il vantaggio su Milan e Napoli e lo incrementa fino a toccare “temperature siberiane” nei confronti di Roma e Juventus. La vittoria sui liguri porta la firma di un capolavoro balistico di Dimarco, ormai consacrato come mancino d’oro e pronto a insidiare, nel cuore del popolo nerazzurro, il ricordo di leggende come Corso e Recoba. Il punteggio viene poi consolidato dal rigore del cecchino Calhanoglu, apparso in ripresa dopo l’infortunio. Unico “non pervenuto” Thuram, ancora lontano da una condizione ottimale, più mentale che fisica: il trauma Bodo, in soldoni, sembra però messo alle spalle. Per il Genoa c’è poco da dire: il compito era proibitivo.
Passiamo all’altra sponda del Naviglio. Dicevamo di una vittoria rossonera conquistata nei minuti finali, dopo aver dilapidato almeno tre clamorose occasioni. Attenzione, però: la Cremonese, a secco di successi da circa tre mesi, non è rimasta a guardare, costruendo le sue palle gol. Quando tutto sembrava svanito, ecco l’uno-due firmato Pavlovic-Leao in soli tre minuti. La Cremonese perde, ma con la consapevolezza di aver disputato un’ottima gara.
Il Napoli ha dovuto attendere oltre il tempo di recupero per vedere il redivivo Lukaku mettere a segno, dopo quasi un anno, la rete del successo. Aver ritrovato il centravanti belga può essere l’arma in più nella lotta per i posti Champions. Il Verona gioca con onore, ma il suo destino appare ormai segnato.
Partita palpitante quella tra Roma e Juventus, entrambe in corsa per l’Europa che conta. Sembrava che i giallorossi potessero portare a casa il risultato, in vantaggio per 3-1 contro una Juventus provata dai 120 minuti dello spareggio con il Galatasaray. Invece, Boga ridà fiato alle speranze bianconere e Gatti concretizza un recupero entusiasmante al minuto 93. Per la Juve resta la certezza che rimontare le posizioni perdute — il Como l’ha scavalcata — non è utopia; per la Roma rimane il rammarico di non aver sferrato il colpo del k.o. alla rivale di sempre.
Si diceva del Como, capace di sopravanzare la Juve di un punto e conquistare una posizione valida per l’Europa League. Vittima di turno un Lecce che, dopo il vantaggio iniziale, viene travolto dall’onda d’urto lariana. Ora, per gli uomini di Fabregas, l’appuntamento con la storia è fissato per martedì, nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Inter.
Chi non riesce a ripetere le gesta europee è l’Atalanta, battuta da un Sassuolo rimasto in dieci dopo solo un quarto d’ora. Sogni di riagganciare le vette della classifica rimandati a data da destinarsi. Al Sassuolo vanno solo i complimenti per una prestazione stoica che ha portato un successo insperato quanto meritato.
Infine, il derby tra le due squadre più contestate d’Italia: Torino e Lazio. I granata, davanti a pochi fedelissimi, conquistano tre punti fondamentali grazie al duo Simeone-Zapata. La Lazio, dal canto suo, prosegue il suo campionato nell’anonimato.
Il ventisettesimo turno si era aperto con l’1-1 tra Parma e Cagliari, caratterizzato da un gol da antologia del cagliaritano Folorunsho. Questa sera il turno si conclude con Pisa-Bologna e Udinese-Fiorentina.
Alla prossima.

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