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Roma, dentro l’avversario: il Genoa di De Rossi

07 marzo 2026
Roma, dentro l’avversario: il Genoa di De Rossi
Una Roma imbattuta da quattro partite, ma ancora scossa dall’ultimo quarto d’ora contro la Juve, arriva a Genova per dare continuità a questo trend positivo. Davanti trova un Genoa affamato e bisognoso di punti. Il Grifone si trova a +3 dal terzultimo posto con una sola vittoria nelle ultime 5, poi il pareggio contro la Cremonese e le sconfitte con Lazio, Napoli e Inter. Il dato migliora considerando le gare interne dei rossoblù, che al Ferraris hanno realizzato tre vittorie nelle ultime quattro. All’andata la Roma vinse 3-1 dominando interamente la sfida, con il commovente saluto di Daniele De Rossi alla Curva Sud a fine partita. Domani sarà diverso, al Grifone servono punti e si giocherà una vera e propria battaglia. Il Genoa è primo in Serie A per duelli vinti, dotata di grande fisicità ma anche di giocatori di qualità dalla trequarti in avanti. Spesso tende a lasciare il controllo del gioco agli avversari, senza però schiacciarsi troppo nella propria area di rigore. Sviluppa la costruzione con i tre difensori centrali e un centrocampista, per poi sfruttare le corsie laterali da cui provengono diversi cross. La prima novità rispetto all’andata è Bijlow tra i pali, portiere ex Feyenoord che ha già incontrato tre volte la Roma, tra cui la finale di Conference League a Tirana. In difesa il ballottaggio è Marcandalli-Otoa, mentre confermati Ostigard e Vasquez. Sulle fasce ci sono i veri punti di forza della squadra di De Rossi: Martin a sinistra ha già un gol e quattro assist in campionato, mentre è ancora in dubbio la presenza di Norton-Cuffy, al rientro dall’infortunio. I due di centrocampo garantiscono qualità e quantità: Frendrup è il cervello del Genoa, da lui passano tutti i palloni in impostazione. Occhio anche a Malinovskyi e al suo mancino, che Gasperini conosce bene dai tempi dell’Atalanta. Sulla trequarti è in dubbio l’ex di turno Baldanzi, mentre davanti Vitinha e Colombo, con quest’ultimo in panchina all’andata e favorito su Ekuban.
La partita di domani sarà uno snodo cruciale per entrambe: il Genoa per la salvezza, la Roma per la Champions. De Rossi e Gasperini contro il proprio passato, il Genoa e la Roma contro il proprio futuro.
06 marzo 2026
Roma, Dybala si opera: stagione finita?
Il calvario che da anni tortura Paulo Dybala sembra non avere fine: l’argentino si opera. Era stato convocato nell’ultima gara contro la Juventus senza scendere in campo, poi altri segnali positivi che lo vedevano sul punto di rientrare in gruppo. Dopo soli dieci minuti di allenamento con i compagni un nuovo stop: il ginocchio sinistro fa ancora male e il dolore non è passato. Di qui la decisione di operarsi, con Dybala che è arrivato questa mattina a Villa Stuart dal Professor Mariani per sottoporsi all’intervento chirurgico in artroscopia al ginocchio sinistro e scoprire la natura degli incessanti dolori. Presente anche Francesco Totti in clinica per assistere all’ingresso dell’argentino. La Joya non gioca dalla gara casalinga contro il Milan del 25 gennaio e con la trasferta di Genova saranno 15 le partite saltate per infortunio in questa stagione. Difficile ipotizzare i tempi di recupero, ma si pensa ad almeno un mese di stop che potrebbe protrarsi fino al termine della stagione. La speranza è quella di ritrovare Dybala per l’ultima parte di campionato e di poterlo salutare come merita prima del sempre più probabile addio a fine stagione.
02 marzo 2026
Il giorno dopo Roma-Juventus
Terzo scontro diretto del 2026 e terzo pareggio. La Roma, con il 3-3 di ieri sera non ha compromesso nulla: si trova al quarto posto in classifica a +3 dal Como e a +4 dalla Juventus. Come ha confermato Gasperini nel post-partita, un punto prima del fischio d’inizio sarebbe stato un risultato soddisfacente. Se poi si congiunge ad una prestazione quasi impeccabile per 75 minuti, con un’espressione di gioco di qualità e cuore, allora il bicchiere è da vedere mezzo pieno. Il quarto d’ora finale, però, pesa tanto soprattutto sul sapore che lascia questa partita: una gara travolgente con un vantaggio di due gol rimontata per due volte sugli sviluppi di un calcio piazzato. La stessa situazione di due settimane fa al Maradona, quando la passività della Roma nei minuti finali è stata punita dal gol di Alisson Santos. Una dinamica che si è presentata anche contro la Juventus in occasione del primo e del terzo gol, con due falli ingenui di Pellegrini ed El Aynaoui e la difesa dei giallorossi poco reattiva. Da una parte il posizionamento corretto dei giocatori in marcatura, dall’altra la paura di vincere partite del genere e di non saperle gestire. A mancare è stato proprio l’aspetto della gestione di un risultato ormai da archiviare, quando da un corner a favore al 91esimo minuto la Roma decide di tornare da Svilar invece di guadagnare secondi preziosi. Neanche due minuti dopo l’angolo arriva il gol di Gatti. C’è rammarico per non aver sfruttato la possibilità di portarsi a +7 dalla Juventus, ma il morale a terra non è sicuramente un’opzione. Il percorso intrapreso fin qui dalla squadra di Gasperini è decisamente positivo e lo testimonia la prestazione di ieri sera di un gigantesco Pisilli, oltre a quelle dei due esterni di centrocampo e del solito Malen, che con 6 gol in 7 partite è già diventato il miglior marcatore della Roma. Un bel gioco espresso, tante occasioni da rete create, la superficialità nel finale e un segnale chiaro: per andare in Champions servirà combattere fino all’ultima giornata.

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