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giovedì, Febbraio 19, 2026
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Benvenuti al Nord

19 febbraio 2026
Benvenuti al Nord
L’esultanza Bastoniana di ieri sera causa il pareggio interno del Milan che porta i rivali rossoneri a meno sette dalla vetta è stata frustrata dalla sconfitta “artica” della Beneamata contro un Bodo/Glimt che già li aveva avvisati della sua forza casalinga. Gli uomini di Chivu hanno fornito una prestazione altamente insufficiente di fronte ai norvegesi che hanno surclassato i nerazzurri in velocità e rapidità d’esecuzione. Un’Inter troppo compassata, dopo un primo tempo in parziale controllo ed i due pali di Darmian e capitan Lautaro, si è sciolta nella ripresa giocando in apnea subendo in tre minuti gli altri due gol gialloneri. Troppi i cambi e le rotazioni con un centrocampo snaturato dall’esperimento Barella come play che non ha funzionato. Il croato Sucic ha dimostrato ancora una volta la totale mancanza di personalità mentre Mkhitaryan come Acerbi devono capire che il campo ormai non li premia. Gli unici che si sono parzialmente salvati dal marasma generale sono stati appunto Darmian, addirittura più propositivo dell’ultimo Luis Henrique, Carlos Augusto ed il solito Pio Esposito, autore fra l’altro del gol del pareggio. Capitan Lautaro per non parlare di Thuram evanescenti e fuori dal gioco come ormai capita loro da troppo tempo. Parlare di Sommer ormai non fa più notizia ma almeno ieri sera è stato il meno colpevole fra tutti. Il ritorno non sarà dei più semplici, il gol in trasferta non conta per cui il passaggio del turno comporterà dover vincere con tre gol di scarto e francamente per un’Inter così si parlerebbe di un’impresa. Ci si porta a pensare che l’atteggiamento di stasera sia stato studiato a tavolino rendendosi conto che entrando negli ottavi la situazione si sarebbe ancor più complicata. Per non rischiare le proprie chances di scudetto e rimanere con il cerino in mano come nella passata stagione meglio lasciare nel cassetto sogni di gloria europei anche perché in questa Champions squadre migliori ce ne sono almeno una mezza dozzina. Sembrano brutti pensieri ma alcune volte ci si azzecca.
17 febbraio 2026
Polemiche … congelate
Vista l’aria che tira dopo il Derby d’Italia, quale migliore occasione per congelare la polemiche in quel del Circolo Polare Artico. Detto fatto. La Beneamata viaggia oggi a Bodo per affrontare nel turno d’andata dei play-off la squadra locale il Bodo Glimt appunto. Glimt vuol dire raggio e si giocherà in uno stadio che dire civettuolo è dir poco, oltrettutto con il terreno artificiale. l’Aspmyra ha una capienza di poco più di 8.000 spettatori quando la città tutta conta su 50.000 anime. Ci troviamo a circa 200 chilometri sopra al Circolo Polare Artico ed i pescatori di baccalà sono ormai diventati i primi tifosi gialloneri. La famiglia Berg è il simbolo della squadra e del club. Patrick non solo è il capitano ma anche la terza generazione visto che sia il nonno che il padre sono autentiche leggende (il nonno ha anche una statua proprio davanti lo stadio). La squadra si è già resa protagonista di serate epiche sconfiggendo tre anni fa nella stessa competizione europea il City di Guardiola. e ormai sono alcuni anni che ha raccolto i fasti del Rosenborg di Trondheim. Venendo ai nerazzurri i principali indiziati per partire come titolari sono Barella e Calhanoglu visto che a Via del Mare non saranno presenti per squalifica. Si ricomporrebbe quindi il centrocampo “titolare” con l’entrata di Mkhitaryan anche lui in odore di titolarità. Là dietro spazio ad uno dei due centrali Acerbi o de Vrij per far rifiatare Bisseck od Akanji cosippure Dimarco dovrebbe lasciare il suo posto a Carlos Augusto. In avanti ballottaggio fra le due coppie Thuram-Bonny o Lautaro-Pio Esposito. Spazio quindi al campo sperando che al ritorno le polemiche si siano placate e si siano messe nel freezer inutili recriminazioni che quando arrivano da quella parte portano sempre ad attente riflessioni strappando comunque un amaro sorriso.
15 febbraio 2026
L’aldilà esiste davvero
Questa è una buona notizia che la partita di ieri sera nel Derby d’Italia si è portata con sè. Tutti ormai sono convinti che se i bianconeri di Venaria si lamentano vuol proprio dire che ci sarà una vita futura al di là di quella terrena. Le polemiche sono subito scoppiate sia in campo che sui social oltre che nelle varie trasmissioni di approfondimento e tutti a dire che il fallo non c’era, che Bastoni aveva simulato ed addirittura espulso per il doppio giallo, che Kalulu invece era innocente per un crogiuolo di recriminazioni che arrivando da quella parte strappano più di un sorriso. Silenzio stampa da parte della società con Chiellini e Comollì, attenzione all’accento finale, che si presentano davanti ai microfoni con la fascia nera al braccio (il francese ha ancora bisogno della traduzione simultanea) mentre il toscano nelle sue dichiarazioni fa la faccia triste ed amareggiata. Bene ha fatto Chivu a minimizzare l’accaduto ed il contatto che in verità c’è stato (se si guarda bene Kalulu il braccio di Bastoni lo tocca anche se lievemente e l’arbitro in queste occasioni, ossia quando viene bloccata una ripartenza, suole estrarre sempre il cartellino giallo). Juve che comunque ha dimostrato in campo di saper lottare contro il terribile fato ma che ferita nel vivo dimostra che il fair play que tanto sbandiera è cosa d’altri tempi quando i fattacci a proprio favore li portavano a dire con gesto di scherno che i più forti sempre vincono. Inutile rivangare i trascorsi dal 1961 in poi, la memoria quando si vuole è corta anche se da una Vecchia Signora ci si aspetta che non si ricordi cosa abbia cenato la sera prima ma non il passato appunto. Giove pluvio mise le cose a posto in quel di Perugia e ieri sera San Valentino ha omaggiato ed aperto i cuori nerazzurri con il suo sigillo. Bene hanno fatto gli uomini di Spalletti ad andare alla fine sotto la curva a ringraziare i propri tifosi che li hanno osannati e riempiti di applausi, dimenticando la cocente sconfitta subita all’ultimo minuto ed i quindici punti che li separano dagli eterni rivali. A conti fatti sappiamo ora che l’aldilà esiste proprio.
11 febbraio 2026
Dimostrazione di pazienza
  • Mister Chivu ad una specifica domanda di un cronista rispose di non averla capita. Lui però la domanda l’aveva intesa eccome ed era rivolta proprio all’allenatore interista sollecitandolo affinchè facesse comprendere che con i nuovi giocatori bisogna avere pazienza e non giudicarli dopo pochi mesi per alcune loro prestazioni sotto la media. Ci riferiamo principalmente alla coppia Diouf-Luis Henrique con quest’ultimo ormai diventato titolare sulla fascia destra sostituendo il lungo degente Dumfries. Proprio il brasiliano nell’ultima partita ha dato il meglio di se stesso, segnando pure il quinto al Sassuolo, e sembra essersi finalmente e completamente integrato nel gioco e con i compagni. Il francese invece, avendo avuto meno occasioni per mettersi in mostra, ha comunque messo il suo sigillo siglando due gol contro Dortmund e Torino. La pazienza quindi ha ripagato il tecnico romeno che comunque non perde mai occasione per schierarsi dalla parte dei propri giocatori ben sapendo come questa sia una politica alla fine vincente e che lo mette al riparo da eventuali critiche interne. Ma non è tutt’oro quello che luccica, per la prossima stagione molti sono i dubbi che questa Inter si porta con sè. Il primo riguarda il ruolo di portiere con Sommer in scadenza. In secondo luogo la coppia di centrali è ormai abbastanza attempata e si dovranno trovare i giusti ricambi ora che Akanji è stato spostato al centro per rinforzare il reparto. L’armeno Mkhitaryan anche lui in là con gli anni è ai titoli di coda, il croato Sucic sarebbe la sua valida alternativa ma finora ha dimostrato poca personalità. Poi c’e il caso Frattesi sempre sull’orlo dell’abbandono e che da tempo reclama un ruolo importante nello scacchiere narazzurro. Meglio si sta là davanti anche se un quinto attaccante non verrebbe per niente male nel caso di un paio di infortuni imprevisti. Insomma un’Inter ancora da decifrare ma che per il momento deve badare al sodo ed a conservare quel vantaggio che probabilmente solo i rivali rossoneri potrebbero erodere.

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