E’ stato il tecnico dell’ ‘Aranycsapat’, la ‘Squadra d’oro’ dell’Ungheria. Se ne andò a ottant’anni, otto giorni dopo il suo compleanno: oggi è il centoventesimo anniversario dalla nascita di Gusztav Sebes. Il centodecimo invece da quella di Mundo, che con il Valencia conquistò cinque titoli e due volte la classifica cannonieri. Con i ‘Blanquinegres’ la Coppa di Spagna la vinse anche da allenatore. Il 22 gennaio 1956 debuttava in serie A e con la Fiorentina Giampiero Bartoli. Quella domenica esordiva in Italia -con tanto di gol- e con la maglia dell’Inter Oscar Massei: diventerà il miglior marcatore della Spal nel massimo campionato. E il giocatore con il maggior numero di presenze -assieme ad Aulo Gelio Lucchi– in A del club ferrarese.
Contro la Fiorentina disputò la prima e ultima partita in serie A. Nel libro ‘La Juventus dalla A alla Z’ Claudio Moretti ha scritto che Vittorio Pozzo lo definì “il terzino più potente del mondo“. In azzurro conquistò l’oro olimpico e il Mondiale del ’38. Nelle dodici stagioni in bianconero festeggiò un tricolore e due Coppe Italia. Vestì anche le maglie di Alessandria e Novara; il 21 gennaio 1916 era nato Pietro Rava. Oggi avrebbe compiuto novant’anni Angelo Pochissimo, 48 presenze nel massimo campionato e 95 in quello cadetto con il Venezia. Raggiungono gli ottanta Pierluigi Cencetti – riserva nella Fiorentina del secondo scudetto – e Miguel Reina: l’ex portiere spagnolo – papà di Pepe – vinse sei titoli tra Barcellona e Atletico Madrid.
P.S. Mercoledì scorso avete visto il film di Neri Marcorè in prima serata su Rai 1? Senza dimenticare che si tratta di una pellicola tratta dal romanzo del compianto Roberto Perrone. Oggi è -inoltre- il centoventicinquesimo anniversario dalla nascita di Ricardo Zamora.
Settantasei gare nel massimo campionato, tutte con il Catania. In B vestì anche la maglia del Como. Dei rossazzurri fu pure allenatore. Oggi avrebbe compiuto novant’anni Giorgio Michelotti. Il 20 gennaio 1956 è nato Rodolfo Rodriguez, che con il Nacional di Montevideo conquistò tre scudetti, una Libertadores e una Coppa Intercontinentale. Con la ‘Celeste’ vinse la Copa America del 1983. Festeggia i sessanta Vincenzo Rodia, che in serie A indossò la casacca dell’Ascoli e tra i cadetti quella della Salernitana.
Erano tre fratelli. Tre calciatori. Il secondogenito, Attilio, se n’è andato per ultimo, due mesi fa. Oggi avrebbe compiuto ottant’anni Gino Maldera, che in serie A giocò con Milan e Catanzaro. Quattro presenze nella Coppa Campioni 1968-69: nella successiva Intercontinentale, in Argentina, subentrò a Malatrasi. Quell’età che raggiunge Alberto Benini, 52 gare in B tra Genoa e Perugia. Il 19 gennaio 1976 è nato Natale Gonnella, 63 partite nel massimo campionato tra Verona e Atalanta: in quello cadetto vestì anche le maglie di Ravenna, Arezzo, Pescara e Grosseto.
Quanti titoli con il River Plate, compresa la Copa Libertadores conquistata poi anche da allenatore. Ha vinto anche in Francia con il Monaco. E quante vittorie anche da allenatore. Festeggia oggi mezzo secolo Marcelo Gallardo. E ne compie sessanta Luca Landonio, 13 presenze in serie A con il Torino nellla stagione 1988-’89 e 17 con il Padova nel campionato cadetto 1997-98. Raggiunge i settantacinque anni Renato Zaccarelli:nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, si spegneva Piero Dardanello. Il 18 gennaio 1936 era nato Larry Carberry, vincitore di uno ‘scudetto’ con l’Ipswich.
Sergio ‘Bobo’ Gori, a segno assieme a Gigi Riva ‘quel’ 12 aprile 1970, cinque anni dopo si trasferì a Villar Perosa dopo sei campionati nel Cagliari: in bianconero vinse uno scudetto e una Coppa Uefa. E nel ’75 lasciava invece la Juventus per il ‘Casteddu’ Silvio Longobucco. Non è stata felice l’esperienza di Trapattoni sull’isola: nella prima stagione alla Vecchia Signora ‘Gioanin’ fece giocare in Coppa Italia Luigi Capuzzo, poi rossoblù. Sapevate che Claudio Nené venne portato in Italia dal club sabaudo? Fu compagno di squadra di Carlo Mattrel sia in bianconero che nel Cagliari. Se tra gli altri doppi ex non possiamo dimenticare Roberto Boninsegna, Pietro Paolo Virdis e Massimiliano Allegri, vanno citati anche Alberto Marchetti, Nicolò Napoli, Giampaolo Menichelli, Roberto Tavola, Fabian O’Neill, Simone Padoin, Marco Storari.
P.S. Nel libro ‘Gli Agnelli e la Juventus’, Mario Pennacchia scrisse: “Il viaggio di ritorno da Belgrado è già tutto un riflettere sui piani di rinnovamento. Che si aprono con la scelta di Pietro Giuliano nel ruolo che Allodi lascia per trasferirsi a dirigere il Centro tecnico della Federazione a Coverciano. “Ma Riva non si può proprio prendere”, gli chiede, lo sollecita, lo tormenta l’Avvocato. Boniperti non si dà pace, le prova tutte, arriva ad offrire al Cagliari un miliardo e mezzo. Ma deve rassegnarsi”.
Centossesantatré gare e tre reti in serie A. Con la casacca orobica. Il 16 gennaio 1966 Alfredo Pesenti metteva a segno l’ultima rete. Quella domenica compiva mezzo secolo Duilio Rallo, che nel massimo campionato vestì la maglia della Fiorentina. Quel giorno è nato Gian Mario Consonni, 168 partite in B -compreso uno spareggio- tra Atalanta, Monza, Barletta, Ternana e Modena. Una presenza in A; cinque invece nella Coppa delle Coppe 1987-’88. Abbiamo parlato -anche- della Viola e della Dea: compie oggi cinquant’anni Domenico Morfeo, 11 gare con il Milan nel campionato 1998-’99.
Il prossimo 28 luglio, saranno passati cent’anni dalla sua morte. Un infarto se lo portò via tre giorni prima della semifinale decisiva contro il Bologna. Il tecnico del secondo scudetto della storia juventina, se ne andò anzitempo. Il 15 gennaio 1886 nasceva Jeno Karoly. E oggi avrebbe compiuto un secolo Andrea Arrica: “l’uomo che, assieme a Enrico Rocca, aveva portato il Cagliari dalla serie C alla vetta del calcio italiano“, scrisse Mario Pennacchia nel libro ‘Sessant’anni fra campioni, miti, intrighi e follie‘. Festeggia i settanta Nazzareno Canuti, che con l’Inter ha vinto uno scudetto e due Coppe Italia; in seria A ha vestito anche la maglia del Genoa. Il 15 gennaio 2016 si spegneva Manuel Velazquez, che con il Real Madrid conquistò la Coppa dei Campioni del ’66, sei campionati e tre Coppe di Spagna.
Il primo cannoniere della storia romanista. Sopeannominato ‘Sciabbolone’ o ‘Sigghefrido’, in giallorosso mise a segno 103 reti. Cinque stagioni con la casacca della Lupa. Il 14 gennaio 1906 era nato Rodolfo Volk. Esattamente dieci anni prima di Renzo Venturini, il quale in serie A militò nel Genoa. Oggi è il centesimo anniversario dalla nascita di Franco Civolani, due presenze nel massimo campionato con il Livorno: in quello cadetto giocò con Pisa e Ancona. Festeggia mezzo secolo Vincenzo Chianese, 178 gare in B; in A ha vestito la maglia della Salernitana. Il 14 gennaio 2006 Aleksandr Hleb realizzava il primo gol con l’Arsenal e in Premier League.13 gennaio 2026
Tra Torino e Fiorentina ha conquistato quattro titoli: tre Coppe Italia (due con la maglia gigliata) e una Supercoppa italiana. In serie A è sceso in campo 224 volte. Il 13 gennaio 2001 Sandro Cois metteva a segno l’ultima rete, non solo in serie A, in un celebre 4 a 0 della Viola sul Milan. Oggi avrebbe compiuto novant’anni Tomas Rolan, che con l’Independiente vinse due ‘scudetti’ e una Libertadores: sfidò la Grande Inter in quelle due edizioni di fila della Coppa Intercontinentale (anche se non disputò tutte le gare). Festeggia oggi gli ottanta Flavio Pozzani, sedici presenze nel massimo campionato con il Catanzaro; in B ha militato anche con Alessandria e Sambenedettese.
E’ ricordato soprattutto per aver militato nel Foggia e per quel tridente d’attacco con ‘Ciccio’ Baiano e Beppe Signori. Nel massimo campionato indossò anche le maglie di Atalanta e Lazio. Nella sua ultima stagione in biancoceleste, quattro presenze nella Coppa Italia 1997-’98. Il 12 gennaio 1966 è nato Roberto Rambaudi. Oggi è il quarantesimo anniversario dalla dipartita di Juan Carlos Corazzo, che da commissario tecnico dell’Uruguay conquistò due volte la Coppa America. Quel trofeo che -a proposito di ‘Celeste’- vinse nel ’56 Ladislao Brazionis: anche lui se ne andò il 12 gennaio 1986. Nel giorno dell’esordio in serie A -ma non con la casacca giallorossa- di Stefano Desideri. In Udinese-Roma, match tra la sua prima e ultima squadra nel massimo campionato.
E’ stato il secondo portiere del ‘Ciuccio’ per diverse stagioni. Tredici presenze tra i pali partenopei. Con la Primavera vinse nel 1975 il Torneo di Viareggio, come hanno ricordato Dario Sarnataro e Giampaolo Materazzo nel volume ‘Il Napoli dalla A alla Z‘. L’11 gennaio ’76 esordiva in serie A Pasquale Fiore, al San Paolo contro il Bologna. Avrebbe compiuto oggi settant’anni Alberto Vitoria, che da riserva del Real Madrid vinse quattro ‘scudetti’ e una coppa nazionale. Un’età che raggiunge Santino Mondello, sette presenze nel massimo campionato con il Catanzaro e 11 in B (sempre con i giallorossi calabresi).
P.S. ‘Torniamo’ all’11 gennaio 1976: quella domenica sarà ricordata soprattutto per l’ultimo gol di Gigi Riva.
Duecentoventuno presenze in serie A tra Livorno e Como e trentatré con gli amaranto nella Divisione Nazionale 1945-’46. Il 10 gennaio 1916 era nato Mario Stua. Compie oggi ottant’anni Robert Gadocha, campione olimpico nel ’72 con la Polonia che poi nel 1974 disputò tutte le gare del Mondiale. Festeggia i sessanta Davide Pellegrini -fratello di Luca e Stefano- che nel massimo campionato ha vestito le maglie di Fiorentina e Verona; in B anche quelle di Varese (la sua città), Pisa e Venezia.
Quasi dieci anni con quella maglia. Una città che gli entrò dentro. Una passione ben raccontata da Giampaolo Materazzo e Dario Sarnataro nel libro ‘Il Napoli dalla a alla Z‘. Il 9 gennaio 1966 Dino Panzanato metteva a segno l’ultima rete con la casacca partenopea; l’unica in serie A. Quel dì compiva vent’anni Franco Ferrari, quattro presenze nel massimo campionato con il Genoa e 154 in B tra il Grifone -spareggi esclusi- e il Parma. Festeggia oggi i settanta Gabriele Messina, il quale tra i cadetti ha vestito le maglie di Atalanta e Brescia. E’ nato lo stesso giorno di Alberto Cavasin, suo compagno di squadra nel Bari. 9 gennaio 1936: ha raggiunto i novanta Sergio Pini, 146 gare in A tra Fiorentina, Mantova e Vicenza. E’ stato poi il vice di Gigi Simoni per tante stagioni.
Quattordici stagioni in bianconero. Due scudetti e altrettante Coppe Italia. Giunse alla Vecchia Signora dalla Pro Vercelli e terminò la carriera in granata. Nel libro ‘La Juventus dalla A alla Z‘, Claudio Moretti ha scritto: “Lo chiamavano Baldo perché era fiero e coraggioso. Lo chiamavano Baldo perché teneva sempre le spalle dritte. Lo chiamavo Baldo perché il suo nome era Teobaldo Depetrini“. Se ne andava l’8 gennaio 1996. Nel giorno del novantesimo anniversario dalla nascita di Arturo Policaro, il quale nel massimo campionato vestì la maglia del Modena. Oggi avrebbe compiuto ottant’anni Ruben Diaz, che con il Racing Club vinse un campionato, una Libertadores e un’Intercontinentale (festeggiata anche con l’Atletico Madrid, seppur in panchina). Con i ‘Colchoneros’ conquistò -anche- uno scudetto e una Coppa di Spagna.
Fulvio Bernardini non è stato solo un doppio ex di Lazio-Fiorentina come tecnico, considerato che da giocatore vestì anche la casacca biancoceleste. Quelle maglie che indossarono pure Maurilio Prini e Claudio Bizzarri, i quali due anni dopo aver festeggiato lo scudetto con la Viola vinsero la Coppa Italia con il club capitolino. Per Rino Marchesi, ex centrocampista, sei stagioni gigliate e cinque nella Lazio. Nel 1966 lasciava Firenze per Roma anche Sergio Castelletti. Quella biancoceleste è stata l’ultima squadra italiana di Sergio ‘El Gringo’ Clerici, un biennio nella Viola. Mimmo Caso, lanciato dalla Viola, nella capitale è stato il capitano di quel gruppo ‘del meno nove’. Guido Gratton militò anche nella Lazio. Tra gli altri doppi ex Juan Carlos Morrone, Alessandro Bertoni, Ernesto Calisti, Fabrizio Di Mauro, Valon Behrami, Stefano Fiore.
“Cosa hai fatto Roby, cosa hai fatto Roby!“, esclamo al Mancio ‘l’altra’ notte di Wembley. E il 13 maggio 2012, nell’apoteosi per lo ‘scudetto’ del Manchester City comparve una bandiera blucerchiata. Uno dei più scatenati alla festa per il tricolore della Samp trasmessa dalla Rai e condotta da Gianni Minà. Senza dimenticare le dieci presenze con la Lazio nel campionato 1999-2000. Ha giocato anche nella Juventus, vincendo però la Champions da infortunato. Compie oggi sessant’anni Attilio Lombardo. Nel giorno del suo ventesimo compleanno, si spegneva Erminio Asin, che in serie A militò nella Roma: assieme ad Antonio Fusco, il quale era nato il 6 gennaio 1916. Festeggiano i settanta Tscheu La Ling – vincitore di quattro campionati e di una Coppa d’Olanda con l’Ajax) – e Antonio Rondon: quest’ultimo in serie B ha vestito le maglie di Brescia e Vicenza.
Napoletano. Sette stagioni con la casacca partenopea. Terzino. Cinque presenze nella Coppa Italia 1961-’62. “Era tutto un fascio di nervi”, hanno scritto Dario Sarnataro e Giampaolo Materazzo nel volume ‘Il Napoli dalla A alla Z‘. Il 5 gennaio 1936 era nato Dolo Mistone. E compie oggi novant’anni Marcel Loncle, che nel ’65 festeggiò la Coppa di Francia con il Rennes. Raggiunge invece gli ottanta Giuseppe Materazzi, allenatore – tra le altre – della Lazio: consuocero di Tommaso Maestrelli, era presente anche lui all’Olimpico il 12 maggio 2014… Nel giorno del quarantesimo anniversario dall’unica gara in serie A – la prima con il Torino – di Renato Biasi. E il 5 gennaio 1986 Gianpiero Piovani debuttava – con tanto di gol – nel campionato cadetto: nella stessa partita, nella stessa squadra (Brescia) Daniele Zoratto metteva a segno le prime reti nel campionato cadetto.
Sapevate che Ezio Pascutti doveva trasferirsi all’Inter? Lo scrisse – anche – Gianfranco Civolani nel 2015, in una classifica dei cento rossoblù di sempre stilata sul Guerin Sportivo. Se nella storia dei doppi ex di questa sfida Arpad Weisz merita un discorso a parte, da calciatore Fulvio Bernardini vestì per un biennio la casacca nerazzurra. Quella maglia indossata da Harald Nielsen nel campionato 1967-’68: l’unico sotto le Due Torri di Aristide Guarneri. Il Bologna è stata la prima squadra italiana di Humberto Maschio, il quale contribuì all’ottavo scudetto della storia nerazzurra. Con i felsinei chiuse la carriera Aldo Campatelli, undici stagioni con il Biscione (due tricolori e una Coppa Italia). L’Inter è stato l’ultimo club nel massimo campionato di Alfredo Pitto, che in rossoblù festeggiò il titolo del 1929. Nel ’36 Carlo Ceresoli si trasferì al Bologna – con il quale vinse due scudetti – dopo quattro stagioni tra i pali della Beneamata. Se i tifosi di vecchia data ricordano poi il quinquennio sotto le Due Torri di Mauro Bellugi, nel ’90 Paolo Stringara si trasferiva all’Inter dopo quattro campionati in rossoblù. Giovanni Ferrari, uno dei più grandi calciatori italiani, conquistò il tricolore con entrambi i club (con il Biscione anche una Coppa Italia). Se poi è facile pensare a Baggio, Mancini, Gianluca Pagliuca, all’elenco dei doppi ex appartengono pure Klaus Bachlechner e Roberto Mozzini.
Bergamaschi in maglia giallorossa: Giuseppe Bonomi, campione d’Italia nel 1942, giunse nella capitale dall’Atalanta nel ’38. Era nato a Ranica. Valter Bonacina, icona orobica, ha vestito la casacca della Lupa per tre stagioni. Nella prima Roma di Giulio Corsini – cinque stagioni con la casacca nerazzurra e sette nella capitale dal 1957 al ’64 – c’erano tre futuri giocatori della Dea: Dino Da Costa, Giuseppe Secchi, Giovanni Griffith. La stagione 1973-’74 è stata l’unica in giallorosso di Angelo Domenghini. Pierluigi Pizzaballa vinse la Coppa Italia anche con la Lupa e quella coccarda tricolore finì pure sulla maglia di Elvio Salvori, altro doppio ex. Come Sandro Tovalieri (il quale debuttò in serie A in Atalanta-Roma dell’8 settembre 1985), Carmine Gautieri, Alessandro Rinaldi, Ivan Pelizzoli, Giovanni Piacentini. Amedeo Amadei disputò una stagione in prestito agli orobici. Per Ambrogio Pelagalli tre annate nerazzurre e una in giallorossa. Ottavio Bianchi, un bergamasco nato per caso a Brescia e tecnico della settima Coppa Italia romanista, nella Dea è stato compagno di squadra di Lamberto Leonardi, Giuliano Musiello, Sergio Pellizzaro: doppi ex pure loro.



