Chi di 3-2 la fa, di 3-2 l’aspetti. Genoa e Napoli danno vita a una vera e propria sfida di cuore e resistenza, con i partenopei che la portano a casa all’ultimo respiro grazie a un rigore di Hojlund, al culmine di una partita apertissima.
Emozioni dal primo all’ultimo minuto, letteralmente: neanche un minuto di orologio e Buongiorno atterra Vitinha in area di rigore, Malinovskiy trasforma il penalty che porta in vantaggio il Genoa. Acquisito il vantaggio, il Genoa prova a proteggersi mentre il Napoli si riprende dallo shock studiando i rossoblu e colpendo alla prime due buone occasioni: al ventesimo Hojlund insacca su respinta corta di Bijlow, al ventiduesimo McTominay fa accomodare Malinovskiy e gli fa guardare il suo super tiro da fuori. I ruoli si invertono, la partita si innervosisce e Massa inizia a faticare appresso ai troppi falli da una parte e dall’altra.
Secondo tempo che inizia senza McTominay, che accusa un dolore muscolare. Conte, esausto, manda Giovane in campo. Il Genoa prende le misure e segna ancora una volta col loro miglior giocatore in campo, Buongiorno: Colombo gli ruba palla e fa 2-2. Lobotka sfiora il gol a porta vuota, poi un Juan Jesus nervoso si fa espellere per somma di ammonizioni pochi secondi prima del suo cambio, con Giovane che si sacrifica per far entrare Olivera. La ruota della fortuna gira per il Napoli, e stavolta la sorte premia gli azzurri: Cornet regala un rigore al Napoli che Hojlund trasforma nonostante l’intuizione di Bijlow.
La squadra di De Rossi continua a mostrare tanta qualità ma la sfortuna li ha beffati, il Napoli è teso e lo si vede tra errori ed infortuni, ma alla fine ha ragione chi segna più gol.
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