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All’Inter basta il 5, alle altre più del 90

09 febbraio 2026 – 📖 Il Romanzo del Campionato
(di Fabio Lo Cascio)
All’Inter basta il 5, alle altre più del 90
Milano capitale mondiale del ghiaccio (insieme a Cortina) per le Olimpiadi che — a prescindere dalle sbandate di “mamma Rai” — ci stanno proponendo in modo positivo al resto del mondo. Ma anche nel calcio la città issa la propria bandiera sui due pennoni più alti. Certo, il vessillo dell’Inter sventola ancora più su, approfittando della pausa forzata imposta al Milan proprio a causa dei Giochi. Adesso sono otto i punti che dividono le due sponde del Naviglio, anche se il Milan potrà accorciare nuovamente le distanze recuperando la gara interna contro il Como, già battuto a domicilio qualche settimana addietro, pur non senza difficoltà.
Per l’Inter è stata quasi una gara di allenamento a Reggio Emilia, ospite di quel Sassuolo che un tempo era considerato la “bestia nera” dei nerazzurri. Contro gli emiliani l’Inter vantava il maggior numero di sconfitte (ben dieci), ma compresa quella di oggi, i neroverdi le hanno “buscate” cinque volte nelle ultime sei sfide casalinghe. Il risultato non ammette repliche: cinque a zero, due legni, due salvataggi sulla linea. Eppure, nei primi cinque minuti i nerazzurri hanno tremato davvero, salvandosi grazie a un miracoloso intervento difensivo di Dimarco. Da lì in poi è stato un monologo interista, anche se i padroni di casa, almeno nel primo tempo, sembravano avere il potenziale per impensierire Sommer e compagni. Adesso ci sarà una settimana intera per preparare la “sfida delle sfide” contro la Juventus al Meazza e l’andata dei playoff di Champions in Norvegia contro il Bodø/Glimt. Lo stesso giorno, un quarto d’ora prima, il Milan recupererà la gara con il Como.
Alle più dirette inseguitrici del duo meneghino, Napoli e Juventus, è toccato aspettare il tramonto delle gare per esultare: i primi per acciuffare un’importantissima vittoria a Genova, i secondi per agguantare un pareggio quasi insperato contro una bella Lazio. Per i partenopei, decimati dagli infortuni a cui si è aggiunto McTominay, c’è voluto un calcio di rigore per l’ormai frequentissimo step on foot subito dal giovane prodigio Vergara al 95’, trasformato con qualche patema da Hojlund, autore di una doppietta. Alla fine la vittoria è apparsa meritata, vista anche l’inferiorità numerica negli ultimi 20 minuti.
Un minuto in più del Napoli (96’) ha dovuto attendere la Juventus, che ha trovato il pareggio grazie a un colpo di testa del difensore Kalulu. Il punto può essere considerato un giusto premio per la caparbietà dell’undici bianconero; dopo la scoppola in Coppa Italia con l’Atalanta, una sconfitta sarebbe stata un problema serio. La Lazio può rammaricarsi di non aver portato a casa l’intera posta: nel caso biancoceleste i colpevoli sono Dele-Bashiru e Noslin, autori di due errori a porta vuota.
Chi si riporta sotto, riagganciando la Juve al quarto posto, è la Roma, che non fallisce l’appuntamento casalingo contro il Cagliari e mette in vetrina il suo nuovo gioiello d’attacco, Malen, autore della doppietta che ha steso i sardi. Partita risolta a tempo scaduto anche tra Fiorentina e Torino, con i granata capaci di pareggiare (2-2) proprio nel finale. Un duro colpo per i viola, che su questa vittoria contavano molto sia per il morale che per la classifica.
Il Lecce, anch’esso nel recupero, si aggiudica la gara interna contro l’Udinese: un successo fondamentale nella lotta salvezza che riporta la Fiorentina a soli 3 punti di distacco. Chi invece continua a languire in fondo alla classifica sono Verona e Pisa che, nello scontro diretto in casa scaligera, hanno badato soprattutto a non prenderle; adesso, per entrambe, la zona salvezza dista ben 6 punti. Un bel passo avanti lo compie invece il Parma, capace di espugnare il Dall’Ara di Bologna: per i felsinei è notte fonda.
Chiudiamo con il netto successo dell’Atalanta (ben oltre il 2-1 finale) contro una Cremonese da tempo in caduta libera. Per gli orobici continua il tentativo concreto di risalita verso le posizioni europee.
Alla prossima

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