Occasione sfumata quella di questa sera un Milan che a detta del suo allenatore continua a preoccuparsi di mantrenere il posto Champions piuttosto che cercare di avvicinarsi alla vetta. Isaksen la punisce nel primo tempo giocato come al solito a ritimi blandi. Molto meglio i rossoneri nel secondo anche grazie ai cambi e ad un atteggiamento alquanto offensivo. Un Milan bifronte e cangiante con ben quattro assetti tattici differenti nella stessa partita che quindi abbandona all’Olimpico le residue speranze (melius velleitĆ scudetto) e rende critica la sua stessa chance di qualificazione Champions, rimasto ahimĆ© l’unico obiettivo stagionale.
Va dato merito comunque ad una splendida Lazio che, pungolata dal ritorno dei suoi tifosi, ha surclassato nel primo tempo i rossoneri, udite udite, grazie a veloci contropiedi. Proprio su uno di questi, su un grave arrore di EstupiƱƔn, lo scatenato Isaksen infila l’incolpevole Maignan. I laziali meriterebbero poi, sul finire della prima frazione, il raddoppio con Maldini, solo dinanzi al portiere, facendosi irretire proprio dal francese.
Nel secondo tempo Allegri cambia l’assetto tattico quattro volte partendo da un 3-5-2, passando ad un 4-4-2 e 4-2-3-1, fino ad arrivare ad un disperato 4-2-4. E’ tutto inutile, rimane la festa e la gioia dei laziali e del pubblico di fede biancoceleste finalmente accorso numeroso a supportare la propia squadra. Per il Milan addio sogni di gloria.



