L’effetto Bernabéu si fa ancora una volta sentire e Real Madrid che affonda un City inerme ed incapace di fornire la benché minima reazione alla tripletta di Fede Valverde.
Difficile l’incontro che aspetta il Real Madrid causa le innumerevoli defezioni in qualsiasi zona del campo e che non staremo qui a menzionare (almeno otto). Arbeloa fa entrare al centro della difesa Huijsen mentre davanti come attaccante di destra si vede finalmente Brahim Díaz, finora troppo sottovalutato, con Vinicius a sinistra e “falso nueve” Arda Güler. Guardiola dal canto suo recupera Haaland supportato da quattro pseudo centrocampisti come il pericolosissimo Doku, l’inossidabile Bernardo Silva, il ghanese Semenyo ed il brasiliano Savinho con Rodri davanti alla difesa in un 4-1-4-1 tanto caro al tecnico catalano. Dopo i primi venti minuti di studio arriva capitán Fede Valverde che apre la difesa inglese come fece Charlton Heston con le acque del Mar Rosso, ma questa volta a differenze degli effetti speciali della celluloide qui è tutto vero. Tre gol: il primo prendendo d’infilata la pàrte sinistra della difesa inglese con Donnarumma che esce in ritardo e pensando di essere fuori area non accenna la parata bassa. Il secondo su un assist di Vinicius ed un sinistro rasoterra che si infila in diagonale a fil di palo. Il terzo alla fine del tempo su assist di Brahim Díaz e scavalcando con un pallonetto Guhéi al volo infila ancora l’inerme Donnarumma. Per Gigio il Bernabéu si rivela il solito incubo.
La seconda frazione inizia con un cambio per parte e sulla fascia sinistra del Real Madrid, Mendy e Savinho sostituiti da Fran García e Reijnders. Rigore per i blancos per fallo di Gigio su Vinicius che si fa comunque parare un improponibile scavetto. City in bambola! Courtois fin qui inoperoso salva su O’Reilly in una spaccata “fracciana”. Haaland fin qui senza fiocina e senza avvistare uno sbuffo all’orizzonte., viene finalmente sostituito da Guardiola che in queste occasioni sa essere perplesso il giusto.
Finisce l’incontro con le due squadre attese all’appuntamento nel feudo celeste, fra sei giorni si saprà chi andrà ai quarti.



