02 febbraio 2026
Spalletti-Comolli: cronaca di un’incomunicabilità congenita e di un divorzio rinviato a giugno
Che Comolli e Spalletti parlino lingue diverse è un dato di fatto. Francese il primo. Toscano il secondo. Ma il virus dell’incomunicabilità ha fatto di meglio: ha reciso ogni residuo legame tra la scrivania e il campo. È emerso chiaramente nelle ore convulse della chiusura. Una deriva che definirei… agghiacciante (per usare un termine caro ad Antonio Conte).
Il Cantiere e la Scommessa
Sul profilo del centravanti necessario, si è già ampiamente riferito. Inutile ribadire il concetto a chi non ha orecchie per intendere. L’acquisto di Boga? Una scommessa al buio. Un brevilineo che non assapora l’erba del campo da due mesi. Utile, forse, a far rifiatare Yildiz nelle gare non di cartello. Ma del tutto estraneo alla fisionomia di stazza richiesta da Certaldo. Un tassello inutile in un puzzle che non ammette distrazioni.
Sul profilo del centravanti necessario, si è già ampiamente riferito. Inutile ribadire il concetto a chi non ha orecchie per intendere. L’acquisto di Boga? Una scommessa al buio. Un brevilineo che non assapora l’erba del campo da due mesi. Utile, forse, a far rifiatare Yildiz nelle gare non di cartello. Ma del tutto estraneo alla fisionomia di stazza richiesta da Certaldo. Un tassello inutile in un puzzle che non ammette distrazioni.
La “Guerra Fredda” su Icardi
La vera notizia, tuttavia, è la guerra sotterranea combattuta sul nome di Icardi. Molte testate hanno puntato sugli elogi di facciata. La realtà è un’altra. Al termine della vittoria di Parma, Spalletti ha scolpito nella pietra il suo “no secco”. Un’opposizione plateale. Motivata da un passato milanese che definirei… infausto. Icardi non è adatto. Non per questo spogliatoio. Il suo arrivo avrebbe rappresentato un innesto improvvido, capace di polverizzare l’unità ritrovata del gruppo.
La vera notizia, tuttavia, è la guerra sotterranea combattuta sul nome di Icardi. Molte testate hanno puntato sugli elogi di facciata. La realtà è un’altra. Al termine della vittoria di Parma, Spalletti ha scolpito nella pietra il suo “no secco”. Un’opposizione plateale. Motivata da un passato milanese che definirei… infausto. Icardi non è adatto. Non per questo spogliatoio. Il suo arrivo avrebbe rappresentato un innesto improvvido, capace di polverizzare l’unità ritrovata del gruppo.
La Tautologia come Ultimatum
E la Società? Ha inseguito il giocatore fino all’ultimo rintocco. Ignorando il guanto di sfida lanciato dal tecnico. Quel “sono d’accordo con la Società e la Società con me” non è un inno all’armonia. È la più evidente distonia tra le parti. Nel caso El-Nesyri — l’unico profilo funzionale a completare il pacchetto avanzato — è stato Chiellini a stoppare i motori. Su Icardi, è stato Spalletti a tracciare il confine. Un duello di siffatta asprezza che non promette nulla di buono e che fa presagire il divorzio tra Spalletti e la Juventus a giugno.
E la Società? Ha inseguito il giocatore fino all’ultimo rintocco. Ignorando il guanto di sfida lanciato dal tecnico. Quel “sono d’accordo con la Società e la Società con me” non è un inno all’armonia. È la più evidente distonia tra le parti. Nel caso El-Nesyri — l’unico profilo funzionale a completare il pacchetto avanzato — è stato Chiellini a stoppare i motori. Su Icardi, è stato Spalletti a tracciare il confine. Un duello di siffatta asprezza che non promette nulla di buono e che fa presagire il divorzio tra Spalletti e la Juventus a giugno.
La Ballata Selvaggia dell’Errore
A completare il quadro, ecco lo scambio Holm-Joao Mario. Si conclude così, dopo trascurabili scampoli di partita, l’avventura del portoghese. Arrivato in estate tra le polemiche di Tudor e scambiato con quell’Alberto Costa che oggi brilla al Porto. È la perseveranza diabolica del “mago degli algoritmi”. Una navigazione a vista propedeutica al fallimento. Resta l’amaro in bocca per Chiellini. La sua “livornesità” doveva essere un argine. È diventata, purtroppo, la sponda della compiacenza.
E rimane la consapevolezza che forse con questa Dirigenza sarà impossibile per chiunque instaurare un rapporto duraturo.
A completare il quadro, ecco lo scambio Holm-Joao Mario. Si conclude così, dopo trascurabili scampoli di partita, l’avventura del portoghese. Arrivato in estate tra le polemiche di Tudor e scambiato con quell’Alberto Costa che oggi brilla al Porto. È la perseveranza diabolica del “mago degli algoritmi”. Una navigazione a vista propedeutica al fallimento. Resta l’amaro in bocca per Chiellini. La sua “livornesità” doveva essere un argine. È diventata, purtroppo, la sponda della compiacenza.
E rimane la consapevolezza che forse con questa Dirigenza sarà impossibile per chiunque instaurare un rapporto duraturo.



