16 gennaio 2026 – 📖 Il Romanzo del Campionato
(di Fabio Lo Cascio)
L’Inter lancia uno squillo, il Milan la Marsigliese!
Appendice ristretta ma di importanza fondamentale per il prosieguo del campionato. Si sono svolti tra mercoledì e giovedì i recuperi a completamento della sedicesima giornata, per intenderci le partite rinviate per il mini-torneo in terra d’Oriente per l’assegnazione della Supercoppa Italiana, con Inter, Milan, Bologna e Napoli impegnate e che ha visto il trionfo dei partenopei. Ironia della sorte, proprio il Napoli ha fallito l’appuntamento del recupero facendosi imbrigliare in casa propria da un Parma super organizzato che ha giocato tutte le sue carte nell’intento di non prenderle, riuscendoci alla grande. In verità, nelle fasi iniziali una sberla l’aveva pure presa, ma la presenza della punta dell’omero di Mazzocchi al di là del consentito (fuorigioco) ha reso vano l’ennesimo inserimento vincente di McTominay. Da quel momento in poi, poche e vane le opportunità per gli uomini di Conte, in castigo in tribuna, così da determinare uno 0-0 molto indigesto.
L’altra finalista di Supercoppa, il Bologna, tornava invece a riveder le stelle vincendo 3-2 in quel di Verona. Partita strana che vedeva i veneti andare in vantaggio ma essere raggiunti e doppiamente superati dagli emiliani, grazie a una reazione d’orgoglio e di potenza. Nella ripresa, vani i tentativi del Verona se non quello di accorciare nel finale le distanze.
Ed eccoci alle due milanesi, bastonate in Oriente, che in terra natìa hanno trovato la propria dimensione, ovvero l’essere prima e seconda con merito del campionato.
Ha cominciato l’Inter che però, diciamola tutta, ha dovuto sudare e non poco per avere la meglio su un Lecce che a un certo punto ha avuto pure l’occasione per il colpaccio. Il massiccio turnover dei nerazzurri, sommato agli infortuni di Calhanoglu e Dumfries, era controbilanciato dalle tre squalifiche di pezzi pregiati salentini. Alla fine è stato il virgulto Pio Esposito a portarla a casa, riprendendo una respinta di Falcone, impeccabile come quasi sempre, su tiro di Lautaro, chiamato dalla panchina per cercare di scardinare il fortino leccese. Così, nerazzurri a +6 dal Napoli e dal Milan, a cui restava però la gara di Como che certamente nascondeva i pericoli maggiori.
Visto il primo tempo, quasi tutto in riva al lago, nessuno avrebbe dato una chance ai rossoneri. Sotto di una rete e in balìa di un Como devastante, i tifosi del diavolo se la sono vista brutta. Ma dalle acque chete del lago si levavano le note potenti della Marsigliese, e così gli interpreti transalpini vestiti di rosso e nero: Maignan, autore di almeno tre interventi che vanno oltre il miracolo; Nkunku, che realizza il rigore del pareggio rischiando non poco e salvando Allegri dagli strali dell’usurpato Leao; e infine il magnifico Rabiot, autore di una doppietta e di una prestazione superlativa. Finale 3-1 con il Milan che torna alle calcagna degli “amati” cugini e il Como che porta a casa la lezione che dominare il gioco, a volte ma con una discreta frequenza, non è sinonimo di successo.
Alla prossima
L’altra finalista di Supercoppa, il Bologna, tornava invece a riveder le stelle vincendo 3-2 in quel di Verona. Partita strana che vedeva i veneti andare in vantaggio ma essere raggiunti e doppiamente superati dagli emiliani, grazie a una reazione d’orgoglio e di potenza. Nella ripresa, vani i tentativi del Verona se non quello di accorciare nel finale le distanze.
Ed eccoci alle due milanesi, bastonate in Oriente, che in terra natìa hanno trovato la propria dimensione, ovvero l’essere prima e seconda con merito del campionato.
Ha cominciato l’Inter che però, diciamola tutta, ha dovuto sudare e non poco per avere la meglio su un Lecce che a un certo punto ha avuto pure l’occasione per il colpaccio. Il massiccio turnover dei nerazzurri, sommato agli infortuni di Calhanoglu e Dumfries, era controbilanciato dalle tre squalifiche di pezzi pregiati salentini. Alla fine è stato il virgulto Pio Esposito a portarla a casa, riprendendo una respinta di Falcone, impeccabile come quasi sempre, su tiro di Lautaro, chiamato dalla panchina per cercare di scardinare il fortino leccese. Così, nerazzurri a +6 dal Napoli e dal Milan, a cui restava però la gara di Como che certamente nascondeva i pericoli maggiori.
Visto il primo tempo, quasi tutto in riva al lago, nessuno avrebbe dato una chance ai rossoneri. Sotto di una rete e in balìa di un Como devastante, i tifosi del diavolo se la sono vista brutta. Ma dalle acque chete del lago si levavano le note potenti della Marsigliese, e così gli interpreti transalpini vestiti di rosso e nero: Maignan, autore di almeno tre interventi che vanno oltre il miracolo; Nkunku, che realizza il rigore del pareggio rischiando non poco e salvando Allegri dagli strali dell’usurpato Leao; e infine il magnifico Rabiot, autore di una doppietta e di una prestazione superlativa. Finale 3-1 con il Milan che torna alle calcagna degli “amati” cugini e il Como che porta a casa la lezione che dominare il gioco, a volte ma con una discreta frequenza, non è sinonimo di successo.
Alla prossima



